Exister, corpi in movimento


Exister, corpi in movimento
Ordinary People di Frantics Dance Company ph Alvaro Rodriguez

Giovane coreografia e ricerca, la sedicesima edizione del Festival Exister ritorna in città, dal 4 marzo fino a novembre, con ventitré serate <<per raccontare visioni, accogliere presenze e sogni>> spiega Annamaria Onetti, co-direttrice artistica. Due gli spazi coinvolti: il DanceHaus, di Susanna Beltrami e, da maggio, il Teatro Fontana, nel quartiere isola. Si parte con due duetti dalla fisicità contemporanea e urbana, Ordinary People su musica di Andrea Buttafuoco, di Frantics Dance Company, del napoletano Marco di Nardo e lo spagnolo Juan Tirado e  Riad (Rhythm is dancer) di Mattia Quintavalle e Giacomo Turati. Se il primo pezzo affonda in uno stile di cambiamenti repentini e movimenti esplosivi, Riad gioca sul connubio dei fisici con tre percussioni, rullante, ni-hat e gran cassa. I corpi dei danzatori s’impadroniscono dei ritmi tra hip hop new style, house e groove,in una performance adrenalinica. Alfa 2.0 è invece il viaggio introspettivo di Jessica D’Angelo, danzatrice e coreografa free lance, formatosi con Virgilio Sieni, David Zambrano, Abbondanza/Bertoni, un solo dove il corpo  proietta ricordi e visioni, sulle musiche di Stolfo Fent (5/3). A seguire L’altra stanza (primo studio) di Lia Claudia Latini e Giovanni Leonarduzzi, un pezzo che indaga sul mistero dell’altro, un’avventura a due che si sviluppa sul brivido del non conosciuto. Attesa per il debutto, l’11 marzo, di Stand by me, di Lara Guidetti della Compagnia Sanpapié, con Sofia Casprini, Gioele Cosentino e Matteo Sacco, ispirato all’autobiografia dell’omicida seriale inglese, Dennis Nilsen, omosessuale morto nel 2018, che svela  i macabri dettagli dei suoi dodici delitti. Un lavoro che prende corpo tra maschere grottesche, storie di amore e morte, in una crudele cornice di vita quotidiana intrisa di solitudine e disperazione esistenziale. Protagonisti del Festival anche i britannici James Pett e Clausen Knight (ex danzatori di Wayne McGregor) in scena  nel nuovo spettacolo Le spectre de la rose-rave di Matteo Bittante (15, 16 aprile) e in veste di coreografi per le due prime nazionali In the absence e After Echoes di Dancehauspiù, il 6 maggio. www.exister.it

(Pubblicato in TuttoMilano-La Repubblica il 2/3/2023)

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Ordinary People di Frantics Dance Company ph Alvaro Rodriguez

Giovane coreografia e ricerca, la sedicesima edizione del Festival Exister ritorna in città, dal 4 marzo fino a novembre, con ventitré serate <<per raccontare visioni, accogliere presenze e sogni>> spiega Annamaria Onetti, co-direttrice artistica. Due gli spazi coinvolti: il DanceHaus, di Susanna Beltrami e, da maggio, il Teatro Fontana, nel quartiere isola. Si parte con due duetti dalla fisicità contemporanea e urbana, Ordinary People su musica di Andrea Buttafuoco, di Frantics Dance Company, del napoletano Marco di Nardo e lo spagnolo Juan Tirado e  Riad (Rhythm is dancer) di Mattia Quintavalle e Giacomo Turati. Se il primo pezzo affonda in uno stile di cambiamenti repentini e movimenti esplosivi, Riad gioca sul connubio dei fisici con tre percussioni, rullante, ni-hat e gran cassa. I corpi dei danzatori s’impadroniscono dei ritmi tra hip hop new style, house e groove,in una performance adrenalinica. Alfa 2.0 è invece il viaggio introspettivo di Jessica D’Angelo, danzatrice e coreografa free lance, formatosi con Virgilio Sieni, David Zambrano, Abbondanza/Bertoni, un solo dove il corpo  proietta ricordi e visioni, sulle musiche di Stolfo Fent (5/3). A seguire L’altra stanza (primo studio) di Lia Claudia Latini e Giovanni Leonarduzzi, un pezzo che indaga sul mistero dell’altro, un’avventura a due che si sviluppa sul brivido del non conosciuto. Attesa per il debutto, l’11 marzo, di Stand by me, di Lara Guidetti della Compagnia Sanpapié, con Sofia Casprini, Gioele Cosentino e Matteo Sacco, ispirato all’autobiografia dell’omicida seriale inglese, Dennis Nilsen, omosessuale morto nel 2018, che svela  i macabri dettagli dei suoi dodici delitti. Un lavoro che prende corpo tra maschere grottesche, storie di amore e morte, in una crudele cornice di vita quotidiana intrisa di solitudine e disperazione esistenziale. Protagonisti del Festival anche i britannici James Pett e Clausen Knight (ex danzatori di Wayne McGregor) in scena  nel nuovo spettacolo Le spectre de la rose-rave di Matteo Bittante (15, 16 aprile) e in veste di coreografi per le due prime nazionali In the absence e After Echoes di Dancehauspiù, il 6 maggio. www.exister.it

(Pubblicato in TuttoMilano-La Repubblica il 2/3/2023)

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