FOG riporta a Milano la danza internazionale e non solo: diversi linguaggi per tenere insieme possibili umanità
Dopo la chiusura ad aprile della prima parte di programmazione, la nona edizione di FOG Triennale Milano Performing Arts torna dal 19 settembre al 15 novembre con 14 appuntamenti per 34 repliche, tra i quali sei produzioni e coproduzioni, quattro prime assolute, quattro prime nazionali e un’ anteprima italiana.Con la programmazione autunnale, il cartellone della nona edizione di FOG arriva a coinvolgere complessivamente 51 artisti e compagnie da 25 paesi d’Europa e del mondo, per un totale di oltre 100 repliche, per dare vita a un percorso unico tra ricerca, produzione e ospitalità.I grandi nomi della scena mondiale e i più interessanti giovani artisti italiani della ricerca teatrale e coreografica, metà dei quali per la prima volta a Milano, si esibiranno in autunno sul palcoscenico teatrale, negli spazi del Palazzo dell’Arte e in altri luoghi cittadini.Un’edizione autunnale che conferma l’importante ruolo produttivo e di scouting del festival come osservatorio del presente, della sua complessità e inaferrabilità. Lina Lapelytė, Boris Charmatz, Kyle Abraham, Amir Reza Koohestani, Caroline Shaw / Attacca Quartet, Lee Yanghee, Jaha Koo, Dewey Dell, Agnese Banti, Gaetano Palermo e Michele Petrosino, Radio Raheem/R.ocks, Chiara Bersani, Romeo Castellucci sono i protagonisti di questa inedita sezione autunnale del festival che segna l’inizio di un nuovo formato festivaliero distribuito in due momenti dell’anno: una line-up che conferma FOG tra i principali appuntamenti con le live art a livello nazionale ed europeo, grazie a una proposta articolata capace di contenere i linguaggi di teatro, danza, performance e musica in un unico movimento.Una scelta dettata anche dalla volontà di offrire una programmazione internazionale distribuita lungo tutto l’arco dell’anno, per collocare Milano in linea con le grandi capitali europee dello spettacolo dal vivo.Dalla musica barocca alla musica contemporanea, dal pop alla dance, dalla coralità alla sperimentazione sonora, la musica attraversagli spettacoli e le performance interagendo da protagonista con i corpi e le immagini. Un affresco di gesti, voci e suoni alternati a silenzi che evocano una tenera e radicale complicità tra spazio scenico e pubblico.Le artiste e gli artisti creano infatti pratiche e dispositivi di dialogo e relazione partecipata con il pubblico invitato ad abitare un tempo e uno spazio come forme di appartenenza a una comunità temporanea. Di fronte a una società sempre più assertiva, FOG crea rifugi e connessioni, esplora possibilità di convivenza, interroga il pubblico sul proprio ruolo sociale.“FOG conferma il suo sguardo curioso sul mondo –afferma Umberto Angelini, Direttore artistico di Triennale Milano Teatro–radicato nei mutamenti e nelle incertezze, nella incessante e tenace ricerca di condivisioni capaci di tenere insieme possibili umanità”. La programmazione autunnale di FOG Triennale Milano Performing Arts 2026 prende il via sabato 19 settembre con una prima assoluta firmata da Lina Lapelytė: tra gli artisti più promettenti dell’ultima generazione (Leone d’Oro nel 2019 alla Biennale d’Arte di Venezia come migliore Partecipazione Nazionale per Sun & Sea (Marina), realizzata insieme a Rugilè Barzdziukaitè e Vaiva Grainylè). Sabato 3 e domenica 4 ottobre in Teatro l’anteprima italiana di Dido and Aeneas segna il ritorno di Dewey Dell: dopo l’acclamato Le sacre du printemps (presentato in prima assoluta nella settima edizione di FOG), la compagnia guidata da Teodora e Agata Castellucci prosegue nel suo originale percorso di ricerca su temi e strutture narrative dell’antichità, confrontandosi direttamente con il melodramma barocco di Henry Purcell, una delle visioni più cristalline della tragedia latina.La danza internazionale ritorna al centro del programma del festival sabato 10 e domenica 11 ottobre: sul palco del Teatro arriva infatti Muette, ultima opera firmata da Boris Charmatz, già direttore del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch e tra i principali interpreti della disciplina a livello internazionale. Mercoledì 14 e giovedì 15 ottobre ancora la danza grande protagonista con Cassette Vol.1, acclamata creazione del coreografo americano Kyle Abraham, per la prima volta a Milano,con la sua compagnia A.I.M: un omaggio alla cultura dei video musicali degli anni ’80, da Suzanne Vega, Salt-N-Pepa, LL Cool J e Prince, che vuole mostrare come la musica pop abbia contribuito a plasmare l’immaginario collettivo attraverso un’esperienza al tempo stesso personale e universale.Dopo lo spettacolo,Voce, lo spazio di Triennale Milano dedicato al suono e alla sua sperimentazione, ospita lo speciale dj set Dance Jam di R.ocks su musiche anni ‘80 a cura di Radio Raheem, con un’incursione performativa dei danzatori dell compagnia.

FOG 2026 Yanghee Lee – Shimmering 1
Venerdì 23 e sabato 24 ottobre la coreografa e danzatrice sudcoreana Yanghee Lee arriva per la prima volta in Italia con un suo spettacolo e presenta Shimmering, ultimo capitolo della sua trilogia Dance’s Pleasure(dopo Gesamtkunstwerke Hail): un’opera intensa e viscerale, che fonde la danza tradizionale coreana dello Shinmuyong con l’energia pulsante della cultura rave e da discoteca degli anni ’90, trasformando la scena in un luogo di memoria culturale e fisicità condivisa, dove tradizione e contemporaneità si incontrano in un’esperienza rituale ed estatica. Nel Salone d’Onore di Triennale Milano Chiara Bersani il (13–14 novembre) presenta The Lovely Gears, installazione site-specific in prima assoluta: un paesaggio di oggetti–creati insieme agli studenti e alle studentesse dell’Accademia di Architettura dell’Università di Mendrisio e presentati in una prima versione al LAC LuganoArte e Cultura–sospeso tra umano e non umano, nel quale lo spettatore è invitato a entrare, attraversandolo, sostando, perdendosi e ritrovandosi. https://triennale.org/editorials/fog-performing-arts-festival-2026-autunno