Grande attesa alla Scala per il trittico McGregor / Maillot / Naharin
E’ uno degli eventi più attesi della stagione, il trittico McGregor / Maillot / Naharin al Teatro alla Scala dal 18 al 28 marzo, più una serata benefica il 31 marzo riservata alla Fondazione Ospedale Niguarda.Terza produzione della nuova Stagione di Balletto, il trittico sarà un debutto per il Corpo di Ballo scaligero con tre titoli mai presentati prima alla Scala e due debutti nazionali di tre autori contemporanei di fama internazionale. Ritorna alla Scala Wayne McGregor con cui Frédéric Olivieri aveva inaugurato nelle sue precedenti direzioni una collaborazione costante: nel 2006 firmò regia e coreografia dell’opera di Purcell Dido and Aeneas, nel 2019 presentò Woolf Works in prima nazionale e nel 2022 un dittico che affiancava AfteRite a LORE. Ora il coreografo britannico, direttore artistico di Biennale Danza a Venezia, ritorna con uno dei pezzi più rappresentativi, Chroma (2006), per la prima volta su un palcoscenico italiano, nel ventennale dalla sua creazione. Un classico del balletto contemporaneo, che gli valse la nomina a coreografo residente del Royal Ballet dove si esplora la drammaticità del corpo umano e la sua capacità di comunicare emozioni e pensieri più profondi. La colonna sonora, tratta dalla musica originale di Joby Talbot e dai suoi arrangiamenti della musica della rock band americana The White Stripes, si interseca con i disegni essenziali e minimalisti dell’architetto John Pawson. Su questo contesto si inserisce la coreografia creativa ed energica di Wayne McGregor, su sette movimenti musicali, con dieci artisti in scena.

Jean-Christophe Maillot in prova Ph Alice Blangero
Entra nei programmi del Ballo scaligero per la prima volta il nome di Jean-Christophe Maillot, alla testa dei Ballets de Monte-Carlo da quarant’anni, la sua visione artistica molto articolata, con un lavoro profondo e delicato, Dov’è la luna, in prima nazionale, a cui prende parte anche Roberto Bolle nelle recite di apertura (in alternanza con Navrin Turnbull). Un lavoro intimistico creato nel 1994 durante la malattia del padre, un’opera monocromatica, con i suoi toni chiaroscurali che scuote e amplia il vocabolario e la tecnica della danza classica, spinta ai suoi limiti estremi. “Questo balletto- spiega il coreografo- non ha né inizio né fine. Rimane in transito. La transitorietà mi sembra l’unico stato permanente dell’essere, forse l’unico autentico. In alcune mitologie, la luna rappresenta questo passaggio tra la vita e la morte, il passaggio che prepara alla rinascita”. In scena, Leonardo Pierdomenico esegue i lavori per pianoforte di Aleksandr Skrjabin: una selezione di Preludi dalle op. 9, 11, 13, 16, lo Studio op.42 n.5 e Vers la Flamme op.72. Chiude il trittico Minus 16, uno dei più illustri manifesti dell’originalità di Ohad Naharin e del suo linguaggio di movimento innovativo che irrompe per la prima volta alla Scala, portando i ballerini a sfidare sé stessi, rompendo le barriere tra artista e spettatore in una intensa e gioiosa esperienza per entrambi.

Ohad Naharin photo by Ilya Melnikov
Tra le figure in assoluto più rappresentative della danza contemporanea, Naharin ha inventato un personale linguaggio di movimento ed è acclamato in tutto il mondo. Attuale coreografo residente ed ex direttore artistico (dal 1990 al 2019) della Batsheva Dance Company, compagnia israeliana fondata dalla Baronessa de Rotschild nel 1963 con la consulenza artistica di Martha Graham. Ideatore di Gaga, un linguaggio di movimento sviluppato nel corso di molti anni, parallelamente al suo lavoro di coreografo. Anche i danzatori scaligeri hanno seguito le lezioni di Gaga, lungo tutto l’arco di lavoro su Minus 16, parallelamente alle usuali classi, per approfondire la consapevolezza delle sensazioni fisiche, ampliare la gamma di opzioni di movimento, migliorare la capacità di modulare l’energia e di impegnare la loro potenza esplosiva. Questo ha portato i ballerini della Scala ad affrontare nuove sfide, a esplorare luoghi e modi di muoversi meno familiari, sbloccando l’infinità delle possibilità. Minus 16, in prima assoluta per il Nederlands Dans Theater 2 nel 1999, si basa su brani tratti da altre opere del repertorio di Naharin, tra cui Mabul (1992), Anaphaza (1993) e Zachacha (1998). In scena un cast di 23 ballerini interpreta una coreografia che si muove liberamente tra gesti delicati e quotidiani e violenti scatti, su una colonna sonora che spazia da Dean Martin al mambo, dalla techno alla musica tradizionale, e che include una delle composizioni più note di Naharin “Echad Mi Yodea” (“Chi conosce uno?”). Riparlerò del Trittico McGregor / Maillot/ Naharin il 26 marzo a Di BuonMattino (tv2000- Canale 28, ore 8).Puntata integrale https://www.play2000.it/detail/8?episode_id=31391&season_id=1199