IL BALLO GITANO CHE LASCIA SENZA FORZE


IL BALLO GITANO CHE LASCIA SENZA FORZE
2bailes_colaterales_emmaderrier

Il  flamenco, un mistero popolare, così amava definirlo un gigante del ballo gitano, Antonio Gades, portato alla ribalta nel nostro paese, negli anni Novanta, con un gruppetto di ragazze spagnole scatenate, nel film Il Ciclone di Leonardo Pieraccioni,  è di nuovo in scena, dal 26 giugno, al Teatro Strehler alla 16° edizione di Milano Flamenco Festival. Tre prime  nazionali con artisti di fama internazionale ed emergenti, incontri, video, masterclass e perfino un murales. Apre Intimo, titolo dello spettacolo di José Manuel Montoya Farruquito che affonda le sue radici in una tradizione famigliare di lunga data. Nato a Siviglia nel 1982, a soli cinque anni, questa star mondiale del flamenco, si esibì a Broadway, con il nonno Farruquito e, d’allora, la sua carriera è in ascesa : il regista Carlos Saura, lo volle dodicenne, nel suo film Flamenco, a tu per tu, con il patriarca della saga El Farruco; nel 2003 il fotografo Richard Avedon lo immortalò per lo stilista Antonio Mirò, in immagini stratosferiche che gli valsero la nomina, dalla rivista People, di persona tra le più belle del mondo. Pizzetto da pirata, alla Johnny Depp, Farruquito si esibirà con il figlio di dieci anni, Juan el Moreno, accompagnato dai cantanti Maria Vizárraga, Ezequiel Montoya, Ismael de la Rosa El Bola, da Manuel Valencia alla chitarra e dalle percussioni di Paco Vega, in un flamenco che conserva la purezza di un’arte mai implosa e da cui scaturisce raffinatezza e forza travolgente. Il secondo nome altisonante di Milano Flamenco Festival (fino al 30 giugno e poi di nuovo in programma, a novembre) dal titolo emblematico “Aquí e Ahora”, è José Manuel Álvarez con Bailes Colaterales (28/6). Un lavoro che unisce il flamenco più tradizionale con la drammaturgia contemporanea, attraverso un linguaggio ibrido <<dove danzare è sentirsi danzando>>. La sua carriera spazia dal flamenco a una stagione di musical con “Flamen’ka Nueva” a Parigi e Londra, dalla tournée, in Giappone, con la compagnia di Yoko Komatsubara, alle collaborazioni con la ballerina di tip tap, Roxane Butterfly. Dal 2014 questo straordinario ballerino di Barcellona dove ha diretto il tablao Flamenco Ramblas, classe 1985, ha presentato diverse piccole creazioni con il gruppo musicale Aurora. Si cimenta in un processo di ricerca sul corpo e i cinque sensi, Lucia Álvarez La Piñona con il suo spettacolo, Insaciable (30/6), confessione condivisa che allontana la vergogna per lasciare spazio a verità nascoste, contraddittorie, eccessive, dove ogni emozione trova il proprio luogo di rappresentazione. Si sa, il flamenco deve estenuare fisicamente e mentalmente, lasciare senza forze, ammoniva l’attrice Natalia Estrada, protagonista del film Il Ciclone. Giovane figura di spicco internazionale, Lucia Álvarez che, a diciassette anni, si trasferì da Cadice a Siviglia, è considerata una delle ballerine più inquiete della sua generazione. La sua strada è costellata da varie nominations come miglior interprete di danza femminile e, nel 2023, con Insaciable, ha ricevuto il Premio Lorca de las Artes Escénicas de Andalucia.

(Pubblicato in Tutto Milano-La Repubblica 22/06/2023- Disposizioni foto modificate per motivi tecnici)

 

 

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Il  flamenco, un mistero popolare, così amava definirlo un gigante del ballo gitano, Antonio Gades, portato alla ribalta nel nostro paese, negli anni Novanta, con un gruppetto di ragazze spagnole scatenate, nel film Il Ciclone di Leonardo Pieraccioni,  è di nuovo in scena, dal 26 giugno, al Teatro Strehler alla 16° edizione di Milano Flamenco Festival. Tre prime  nazionali con artisti di fama internazionale ed emergenti, incontri, video, masterclass e perfino un murales. Apre Intimo, titolo dello spettacolo di José Manuel Montoya Farruquito che affonda le sue radici in una tradizione famigliare di lunga data. Nato a Siviglia nel 1982, a soli cinque anni, questa star mondiale del flamenco, si esibì a Broadway, con il nonno Farruquito e, d’allora, la sua carriera è in ascesa : il regista Carlos Saura, lo volle dodicenne, nel suo film Flamenco, a tu per tu, con il patriarca della saga El Farruco; nel 2003 il fotografo Richard Avedon lo immortalò per lo stilista Antonio Mirò, in immagini stratosferiche che gli valsero la nomina, dalla rivista People, di persona tra le più belle del mondo. Pizzetto da pirata, alla Johnny Depp, Farruquito si esibirà con il figlio di dieci anni, Juan el Moreno, accompagnato dai cantanti Maria Vizárraga, Ezequiel Montoya, Ismael de la Rosa El Bola, da Manuel Valencia alla chitarra e dalle percussioni di Paco Vega, in un flamenco che conserva la purezza di un’arte mai implosa e da cui scaturisce raffinatezza e forza travolgente. Il secondo nome altisonante di Milano Flamenco Festival (fino al 30 giugno e poi di nuovo in programma, a novembre) dal titolo emblematico “Aquí e Ahora”, è José Manuel Álvarez con Bailes Colaterales (28/6). Un lavoro che unisce il flamenco più tradizionale con la drammaturgia contemporanea, attraverso un linguaggio ibrido <<dove danzare è sentirsi danzando>>. La sua carriera spazia dal flamenco a una stagione di musical con “Flamen’ka Nueva” a Parigi e Londra, dalla tournée, in Giappone, con la compagnia di Yoko Komatsubara, alle collaborazioni con la ballerina di tip tap, Roxane Butterfly. Dal 2014 questo straordinario ballerino di Barcellona dove ha diretto il tablao Flamenco Ramblas, classe 1985, ha presentato diverse piccole creazioni con il gruppo musicale Aurora. Si cimenta in un processo di ricerca sul corpo e i cinque sensi, Lucia Álvarez La Piñona con il suo spettacolo, Insaciable (30/6), confessione condivisa che allontana la vergogna per lasciare spazio a verità nascoste, contraddittorie, eccessive, dove ogni emozione trova il proprio luogo di rappresentazione. Si sa, il flamenco deve estenuare fisicamente e mentalmente, lasciare senza forze, ammoniva l’attrice Natalia Estrada, protagonista del film Il Ciclone. Giovane figura di spicco internazionale, Lucia Álvarez che, a diciassette anni, si trasferì da Cadice a Siviglia, è considerata una delle ballerine più inquiete della sua generazione. La sua strada è costellata da varie nominations come miglior interprete di danza femminile e, nel 2023, con Insaciable, ha ricevuto il Premio Lorca de las Artes Escénicas de Andalucia.

(Pubblicato in Tutto Milano-La Repubblica 22/06/2023- Disposizioni foto modificate per motivi tecnici)

 

 

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