Il successo dello Schiaccianoci di Bigonzetti con MM Contemporary
E’ uno Schiaccianoci che corre veloce, allegro, entusiasta con gli straordinari danzatori di MM Contemporary Dance Company che regalano freschezza alla coreografia di Mauro Bigonzetti creata sapientemente per loro. Il debutto, avvenuto poco prima di Natale, il 19 dicembre al LAC di Lugano, di questa nuova versione del balletto natalizio per eccellenza, Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij, ha offerto momenti di autentica meraviglia, stupore e ironia. La musica, suonata dal vivo con “galoppante” musicalità dall’Orchestra giovanile svizzera, accompagna una danza guizzante, sinuosa, ingenua e raffinata, travolgente nella sua energia. La compagnia danza all’unisono con eleganza e rigore, ma anche con divertimento e leggerezza, amore e passione. L’ambientazione in 3D firmata da Carlo Cerri amplifica e distorce gli spazi, seguendo il potere trasformativo dell’immaginazione infantile. Il balletto in due atti si apre con una figura incappucciata alle prese con un ferro da stiro, ago e filo, intenta alla creazione di un “dono”: è lo stravagante Drosselmeier, lo zio che regala lo Schiaccianoci ai nipoti, interpretato con maestria da Fabiana Lonardo, danzatrice storica della compagnia. La sua è una figura affilata e ironica, sinuosa nei movimenti, capace di sedurre e ammaliare il pubblico. Al posto del salotto borghese con il grande albero di Natale del racconto originale di E.T.A. Hoffmann, Bigonzetti sceglie una grande cucina, popolata da cuochi e camerieri, invasa da una miriade di ragazzini dispettosi e vivaci che armeggiano con mattarelli e pentole. Clara arriva con il fratello Fritz su un triciclo e, tra linguacce, rincorse e danze di gruppo, intralcia il lavoro degli adulti. L’atmosfera è buffa e richiama la commedia dell’arte, senza cadere in una mimica eccessiva, riuscendo invece a restituire gaiezza infantile e interiorità. Clara, interpretata dalla giovanissima e bravissima Giorgia Raffetti, dona freschezza al personaggio e profondità al suo percorso di trasformazione, da bambina ad adolescente in cerca dell’amore. Il Principe Schiaccianoci, un sentimentale e atletico Nicola Stasi, danza con Clara un intimo passo a due nel primo atto e un momento assolutamente inedito e spiazzante prima del gran valzer finale: due quadri di impeccabile intesa, rivisitati da Bigonzetti attraverso la sua accattivante poetica contemporanea. La scenografia si espande in palazzi e cucine dai grandi camini, scaloni e sale ottocentesche. Nel sogno di Clara prende forma una nuova coreografia per la battaglia dei topi: i danzatori, capeggiati dal re dei topi (Andrea Palmieri), indossano lunghe pellicce con coda e occhiali scuri, evocando uno stile cartoon che ricorda Geronimo Stilton. I costumi, firmati dagli stilisti inglesi Kristopher Millar e Lois Swandale, dialogano efficacemente con l’impianto scenografico. Il viaggio di questo Schiaccianoci conduce il pubblico attraverso boschi innevati di grande suggestione fiabesca, grazie a una tecnologia dagli effetti cinematografici. Il celebre Valzer dei fiocchi di neve, accompagnato dalle voci bianche del Coro Calicantus diretto da Brunella Clerici, suggella la magia. Aboliti parenti, nonni e genitori, Bigonzetti dà invece spazio al fratello Fritz, interpretato dal giocoso e irriverente Giuseppe Villarosa, che nel secondo atto non scompare, ma danza un bellissimo passo a tre con Clara e Drosselmeier e un passo a due con l’enigmatica figura dello zio, interpretato dalla danzatrice in tailleur nero. Di grande interesse la scenografia del secondo atto, in cui cornici di quadri che si animano evocano le diverse danze etniche: la spagnola (Mario Genovese), l’araba (Paolo Giovanni Grosso e Aurora Lattanzi), quella cinese Anna Dal Maso e Luca Marchi), russa (Filippo Begnozzi, Giulia Lusetti e Sara Manzini) fino ai Mirlitons con Lorenzo Molinaro e Alice Ruspaggiari. Immancabili i due celebri valzer: quello dei fiori, con l’intera compagnia in tutù fioriti unisex, e il vorticoso valzer finale, intervallati dal travolgente passo a due di Clara e del Principe. Uno spettacolo assolutamente da vedere, che tornerà in scena, in prima nazionale, domenica 18 gennaio 2026 (ore 17.30) al Teatro Comunale di Modena e sabato 24 gennaio 2026 (ore 20.30) al Teatro Valli di Reggio Emilia.