Là dove la luce interroga il corpo: Sieni danza Pasolini


Là dove la luce interroga il corpo: Sieni danza Pasolini
Virgilio Sieni©Laila Pozzo

<<Riflettendo sul documentario dove Pasolini commenta la veduta di Sabaudia, dichiarando con lucidità l’appiattimento culturale e la devastazione estetica a cui avrebbe portato la società dei consumi…Le parole così ragionevoli pronunciate davanti all’architettura del ventennio diventano, voltandosi di lato, di fronte alla mostrificazione urbanistica degli anni 70’, una critica feroce all’attuazione di piani dall’alto che travalicano il bene comune. La critica commossa e sorgivamente corporea, pronunciata da Pasolini, da una duna ventosa e cerea, ci guida alla lettura de Le ceneri di Gramsci. Qui la parola poetica da’ il ritmo e prepara lo spazio della danza tra la mia voce sussurrata e il gesto che diventa suono. Una danza che agisce nello spazio umanamente tattile delle braccia che si aprono. Osservando la duna che ospitava l’urgenza di quel corpo, ascoltando la sua voce che, scorrendo in semicerchi immensi, illumina i tratti del gesto raggrumato nel respiro, mi sono convinto a danzare in forma poetica e vernacolare il poemetto scritto da Pier Paolo Pasolini nel 1954.>> Virgilio Sieni  racconta così il suo nuovo lavoro Ma che serve la luce?, in prima assoluta, al Teatro della Pergola di Firenze il 26 novembre 2025, replica il 27, proseguendo il percorso dello spettacolo-manifesto Solo Golberg Variation con la sua personale e unica ricerca sui linguaggi del corpo in relazione alle opere d’arte, che qui si plasma sull’opera letteraria di Pasolini.

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Là dove la luce interroga il corpo: Sieni danza Pasolini
Virgilio Sieni©Laila Pozzo

<<Riflettendo sul documentario dove Pasolini commenta la veduta di Sabaudia, dichiarando con lucidità l’appiattimento culturale e la devastazione estetica a cui avrebbe portato la società dei consumi…Le parole così ragionevoli pronunciate davanti all’architettura del ventennio diventano, voltandosi di lato, di fronte alla mostrificazione urbanistica degli anni 70’, una critica feroce all’attuazione di piani dall’alto che travalicano il bene comune. La critica commossa e sorgivamente corporea, pronunciata da Pasolini, da una duna ventosa e cerea, ci guida alla lettura de Le ceneri di Gramsci. Qui la parola poetica da’ il ritmo e prepara lo spazio della danza tra la mia voce sussurrata e il gesto che diventa suono. Una danza che agisce nello spazio umanamente tattile delle braccia che si aprono. Osservando la duna che ospitava l’urgenza di quel corpo, ascoltando la sua voce che, scorrendo in semicerchi immensi, illumina i tratti del gesto raggrumato nel respiro, mi sono convinto a danzare in forma poetica e vernacolare il poemetto scritto da Pier Paolo Pasolini nel 1954.>> Virgilio Sieni  racconta così il suo nuovo lavoro Ma che serve la luce?, in prima assoluta, al Teatro della Pergola di Firenze il 26 novembre 2025, replica il 27, proseguendo il percorso dello spettacolo-manifesto Solo Golberg Variation con la sua personale e unica ricerca sui linguaggi del corpo in relazione alle opere d’arte, che qui si plasma sull’opera letteraria di Pasolini.

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