La fantastica Alice di Wheeldon incanta la Scala
E’ stato un grande successo il debutto nazionale di Alice’s Adventures in Wonderland il 21 maggio al Teatro alla Scala (repliche fino al 30 con vari cast) del coreografo britannico Christopher Wheeldon. Gli straordinari danzatori scaligeri si sono calati con passione, tecnica, teatralità e un tocco di personalità tutta italiana, nello stile neoclassico, ironico, pop, fantastico di uno dei nomi di punta della coreografia internazionale. Atmosfera assolutamente “British” fin dalla prima scena del primo atto (tre in tutto) dove la famiglia del decano Henry Liddell, preside del prestigioso Christ Church College a Oxford, è riunita per un tea party nel giardino della loro residenza. Ospite anche Lewis Carroll, matematico del College nonché fotografo e amico di famiglia interpretato da Claudio Coviello primo ballerino della compagnia che ha donato al pubblico un’eccezionale interpretazione nel doppio ruolo di Carroll e del Bianconiglio. Smagliante ed ironico in giacca e pantaloni argentati, occhiali da sole, scodinzola il codino bianco, si gratta nervoso il piede dietro il polpaccio mentre cerca di proteggere la coppia di innamorati: l’aiutante del giardiniere Jack, un romantico e puro Navrin Turnbull, cacciato dalla Madre con l’accusa di aver rubato un pasticcino, che danza assoli e passi due in stile MacMillan e Frederick Ashton con Alice e si cala anche nel suo alter ego, il Fante di Cuori. Nel ruolo di Alice la bimba secondogenita di Liddell , musa ispiratrice del fantastico racconto di Carroll pubblicato nel 1865, la trasognata e brava Agnese di Clemente, fedele interprete di questo balletto che debuttò, nel 2011, all’Opera House di Londra sulla musica melodica e il ritmo ostinato del ticchettio di un orologio di Joby Talbot diretta dal maestro Koen Kessels. Le videoproiezioni di Jon Driscoll e Gemma Carrington giocano un ruolo visivo importante: portano infatti il pubblico dentro il tunnel con Alice che rotola (nella versione alla Scala la protagonista entra in una torta gigante), sempre più giù tra le lettere dell’alfabeto, fino a fermarsi davanti a numerose porte chiuse, rimanendo poi incastrata in una troppo piccola. Bellissimi anche i costumi colorati e stravaganti di Bob Crowley. Tra passi di valzer e arabesque prendono vita giochi illusionistici, una pozione magica rimpicciolisce Alice ma un dolcetto la fa ricrescere a dismisura, in un ‘oscillazione di stati emotivi che spingono fino alle lacrime, appare anche il geniale viso piangente di Lina Cavalieri ritratta da Piero Fornasetti, che si trasformano in acqua del mare. La fantasia galoppa, Alice si ritrova in mezzo alle onde con i natanti e una barchetta guidata da Bianconiglio e poi in una casetta minacciosa con la Duchessa en travesti, nel ruolo Gabriele Corrado e la perfida cuoca, perfetta Antonella Albano, che prepara una lunga salsiccia. Comicità grottesca che richiama le sorellastre di Cenerentola. Alice fa riscoprire il lato fanciullo dentro ognuno di noi con la partecipazione anche degli allievi della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala. Se i grandi coreografi inglesi come Kenneth MacMillan ( il passo a due da Romeo e Giulietta) e la comicità en travesti di Frederick Ashton hanno influenzato Alice di Wheeldon, anche il musical è entrato a pieno titolo nel secondo atto con il tip tap del cappellaio Matto, Christian Fagetti, che termina con la posa a raggiera da Apollon Musagète di George Balanchine. L’entrata della Regina di Cuori, interpretata con la giusta teatralità e humor, dall’étoile scaligera Nicoletta Manni, incastonata in un gigante abito a forma di cuore rosso, apre la presa in giro del celebre Adagio della Rosa da La Bella addormentata nel bosco dove la protagonista tra instabili equilibri finisce, alla fine, a gambe all’aria. Nel terzo atto mentre esplode la rivalità tra la Duchessa e la Regina di Cuori, entrano in gioco gigantesche carte con le ballerine con tutù a forma dei segni e l’annuncio dell’inizio del processo a Jack, il Fante dei cuori che si esibisce in un disperato passo a due con Alice. Riuscirà così a sciogliere i cuori dei presenti. Finale felice con i due innamorati in jeans e maglietta, il libro di Alice tra le mani che, dopo aver riattraversato il tunnel, si ritrovano ai giorni nostri nello stesso giardino iniziale. Sarà Lewis Carroll, in camicia bianca e pantaloni, che li immortala con la sua macchina fotografica fissandone la loro “fantastica” storia per i posteri. Un’avventura letteraria e umana che continua a mietere straordinari successi a passi di danza, in un felice mix di cultura alta e pop, assurdità ed ironia.