“La mia Giulietta passionale e drammatica”


“La mia Giulietta passionale e drammatica”
Alessandra Ferri in: Romeo e Giulietta foto di Kyoungjin Kim

Si era congedata dalla scena scaligera nel 2007, a quarantaquattro anni, con una serata memorabile, sotto una pioggia di fiori dopo l’esibizione in uno dei ruoli femminili a lei più cari, Marguerite Gautier, la celebre Dame aux camélias, diretta da John Neumeier, ma la sua vera, grande passione, la danza, l’ha spinta a rimettersi in gioco. Alessandra Ferri, ritorna alla Scala come una regina, per festeggiare il capodanno, con una serata di Gala, il 31 dicembre, in uno dei ruoli drammatici e passionali a lei congeniale, Giulietta in coppia con un giovane Romeo, l’argentino, Herman Cornejo, Principal dell’American Ballet Theatre, accompagnata dall’imperiosa musica di Prokof’ev.
Il pubblico milanese non se l’aspettava di rivederla danzare ancora, in Romeo e Giulietta di MacMillan, nel suo teatro d’origine e lei?
<<E’ stata una sorpresa, non era assolutamente previsto; la Scala me l’ha chiesto dopo la disdetta del balletto Coppélia di Mauro Bigonzetti;  Sono molto contenta, sarà una bella festa affettuosa>>.
In realtà, lei si è rinfilata le scarpette, dopo sei anni di assenza dalle scene, nel 2013, a New York, con Chérie, di Martha Clarke, perché questo ripensamento?
<< A un certo punto mi sono chiesta: perché sono ferma? Sono nata per danzare, mi mancava essere me stessa. Quando ho smesso era una decisione giusta, avevo altre priorità, adesso sto scrivendo un nuovo capitolo della mia vita ma prima ho dovuto chiudere quella carriera. Ho un vero bisogno interiore di ballare, non lo faccio per il successo, ho avuto già tutto ciò che una ballerina desidera>>.
Come affronta, oggi, il personaggio di Giulietta?
<<L’ho danzato a giugno a New York, a Seul a ottobre e ora a Milano; all’inizio avevo un po’ paura perché è stato il mio ruolo per eccellenza, da quando avevo diciannove anni, al Royal Ballet, ma ho capito che non dovevo avere timore della mia stessa memoria e liberarmi di quello che sono stata per interpretare Giulietta così come sono oggi, con il mio spirito che è giovane>>.
Al suo fianco c’è uno dei suoi favoriti, Herman Cornejo, che alchimia c’è tra voi?
<< Ho più esperienza nel ruolo ma lui ha una giovinezza e un entusiasmo che favorisce una grande intesa; tra noi c’è una grande differenza di età ma, d’altronde, per me oggi è difficile trovare un Romeo coetaneo. Ho avuto un altro grande partner argentino, Julio Bocca con il quale ho ballato per più di vent’anni: evidentemente ho un debole per questo paese. I danzatori argentini non sono pretenziosi, hanno una purezza in cui mi riconosco>>.
Nuovi progetti?
<<Sarò a Londra fino a metà febbraio con Woolf Works poi ad Amburgo riprendo Eleonora Duse, creato per me da Neumeier. A giugno, a New York, al Metropolitan danzerò in Onegin per l’ American Ballet. Ho anche altri progetti che però non posso ancora annunciare>>.
Le piacerebbe assumere la direzione del Corpo di Ballo della Scala, al momento affidato, dopo le dimissioni di Bigonzetti, ad interim,  a Fréderic Olivieri?
<<Bisogna capire cosa s’intende, se si tratta di fare solo una programmazione non è interessante invece, se ci fosse la volontà di fare un discorso importante, sarebbe meraviglioso perché La Scala si merita una compagnia come il Royal Ballett di Londra>>.

Pubblicata in “TuttoMilano” il 22/12/2016

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“La mia Giulietta passionale e drammatica”


“La mia Giulietta passionale e drammatica”
Alessandra Ferri in: Romeo e Giulietta foto di Kyoungjin Kim

Si era congedata dalla scena scaligera nel 2007, a quarantaquattro anni, con una serata memorabile, sotto una pioggia di fiori dopo l’esibizione in uno dei ruoli femminili a lei più cari, Marguerite Gautier, la celebre Dame aux camélias, diretta da John Neumeier, ma la sua vera, grande passione, la danza, l’ha spinta a rimettersi in gioco. Alessandra Ferri, ritorna alla Scala come una regina, per festeggiare il capodanno, con una serata di Gala, il 31 dicembre, in uno dei ruoli drammatici e passionali a lei congeniale, Giulietta in coppia con un giovane Romeo, l’argentino, Herman Cornejo, Principal dell’American Ballet Theatre, accompagnata dall’imperiosa musica di Prokof’ev.
Il pubblico milanese non se l’aspettava di rivederla danzare ancora, in Romeo e Giulietta di MacMillan, nel suo teatro d’origine e lei?
<<E’ stata una sorpresa, non era assolutamente previsto; la Scala me l’ha chiesto dopo la disdetta del balletto Coppélia di Mauro Bigonzetti;  Sono molto contenta, sarà una bella festa affettuosa>>.
In realtà, lei si è rinfilata le scarpette, dopo sei anni di assenza dalle scene, nel 2013, a New York, con Chérie, di Martha Clarke, perché questo ripensamento?
<< A un certo punto mi sono chiesta: perché sono ferma? Sono nata per danzare, mi mancava essere me stessa. Quando ho smesso era una decisione giusta, avevo altre priorità, adesso sto scrivendo un nuovo capitolo della mia vita ma prima ho dovuto chiudere quella carriera. Ho un vero bisogno interiore di ballare, non lo faccio per il successo, ho avuto già tutto ciò che una ballerina desidera>>.
Come affronta, oggi, il personaggio di Giulietta?
<<L’ho danzato a giugno a New York, a Seul a ottobre e ora a Milano; all’inizio avevo un po’ paura perché è stato il mio ruolo per eccellenza, da quando avevo diciannove anni, al Royal Ballet, ma ho capito che non dovevo avere timore della mia stessa memoria e liberarmi di quello che sono stata per interpretare Giulietta così come sono oggi, con il mio spirito che è giovane>>.
Al suo fianco c’è uno dei suoi favoriti, Herman Cornejo, che alchimia c’è tra voi?
<< Ho più esperienza nel ruolo ma lui ha una giovinezza e un entusiasmo che favorisce una grande intesa; tra noi c’è una grande differenza di età ma, d’altronde, per me oggi è difficile trovare un Romeo coetaneo. Ho avuto un altro grande partner argentino, Julio Bocca con il quale ho ballato per più di vent’anni: evidentemente ho un debole per questo paese. I danzatori argentini non sono pretenziosi, hanno una purezza in cui mi riconosco>>.
Nuovi progetti?
<<Sarò a Londra fino a metà febbraio con Woolf Works poi ad Amburgo riprendo Eleonora Duse, creato per me da Neumeier. A giugno, a New York, al Metropolitan danzerò in Onegin per l’ American Ballet. Ho anche altri progetti che però non posso ancora annunciare>>.
Le piacerebbe assumere la direzione del Corpo di Ballo della Scala, al momento affidato, dopo le dimissioni di Bigonzetti, ad interim,  a Fréderic Olivieri?
<<Bisogna capire cosa s’intende, se si tratta di fare solo una programmazione non è interessante invece, se ci fosse la volontà di fare un discorso importante, sarebbe meraviglioso perché La Scala si merita una compagnia come il Royal Ballett di Londra>>.

Pubblicata in “TuttoMilano” il 22/12/2016

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