La Scala agli Arcimboldi con Don Chisciotte di Nureyev


La Scala agli Arcimboldi con Don Chisciotte di Nureyev
Alice Mariani Foto di repertorio

Sono apparsi entusiasti e molto motivati i protagonisti di Don Chisciotte di Rudolf Nureyev, dal 29 al 31 ottobre al Teatro degli Arcimboldi per una  nuova “joint venture” con il TAM  diretto da Gianmario Longoni e il Teatro alla Scala che, come ha spiegato il sovrintendente Dominique Meyer in conferenza stampa <<ritorna in un edificio che era nato proprio per accogliere la Scala durante la sua ristrutturazione >>. Millecentoquaranta i posti attualmente disponibili invece dei novecentoventisette della Scala, il che significa duecentotredici in più e, in epoca Covid, non è poco per una compagnia che ha bisogno di esibirsi e farsi vedere. Sul palcoscenico nei ruoli dei protagonisti, la giovane Kitri e il barbiere Basilio, quattro coppie di “stelle” scaligere per quattro recite: Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, Virna Toppi e Claudio Coviello, Martina Arduino e Nicola Del  Freo, Mattia Semperboni e la nuova solista Alice Mariani appena diplomata all’Accademia Teatro alla Scala, per raccontare quest’avvincente storia d’amore. “Un balletto portatore di grande gioia, vitalità, energia, tecnicamente molto difficile ma che è un’esplosione di forza>> ha spiegato Manni. Dirige la musica di Ludwig Minkus il maestro Valery Ovsyanikov, <<un vero specialista del balletto>> ha spiegato il direttore della compagnia scaligera, Manuel Legris, rinomato interprete di Don Chisciotte che apprese il ruolo proprio da Nureyev in soli tre giorni di rocambolesche prove e che danzò, per la prima volta, proprio con la compagnia della Scala e Elisabetta Armiato. <<La versione di Nureyev- ha raccontato Legris- richiede forza fisica, una tecnica incredibile ma anche doti attoriali; una storia leggera che deve però generare vibrazioni>>.  Tre atti e un prologo, Don Chisciotte di Nureyev (1966) è il primo balletto, a serata intera, dopo i lunghi mesi bui del lockdown che ritorna nell’allestimento dai colori caldi, tipici della Spagna, di Raffaele Del Savio e Anna Anni, con balli gitani, fandango, matadores, mulini a vento e il candido giardino delle Driadi. Felici di ritornare in scena, in questo ruolo, a serata intera, anche Mattia Semperboni che aveva danzato solo il passo a due del terzo atto e Claudio Coviello perché <<questa nuova collaborazione con il Teatro degli Arcimboldi ci permette di esibirci in più recite e spettacoli>>.  Don Chisciotte ( ruolo interpretato dallo stesso Nureyev) e il suo fido scudiero Sancho Panza, Dulcinea, l’amata irrangiungibile, la coppia d’innamorati Basilio e Kitri,  sono i personaggi del capolavoro letterario di Miguel de Cervantes Saavedra, scritto tra il 1598 e il 1604, entrati alla Scala, dal 1980, nella versione coreografica di Nureyev e che, da allora , continuano a mietere successi <<E’ un grande onore per me- ha spiegato Del Freo che debutta per la prima volta nel ruolo di Basilio-interpretare questo balletto molto difficile ma colmo di energia>>. Virtuosismi alle stelle ma anche contagiosa gioia e allegria per tre serate all’insegna della danza e del divertimento.

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Sono apparsi entusiasti e molto motivati i protagonisti di Don Chisciotte di Rudolf Nureyev, dal 29 al 31 ottobre al Teatro degli Arcimboldi per una  nuova “joint venture” con il TAM  diretto da Gianmario Longoni e il Teatro alla Scala che, come ha spiegato il sovrintendente Dominique Meyer in conferenza stampa <<ritorna in un edificio che era nato proprio per accogliere la Scala durante la sua ristrutturazione >>. Millecentoquaranta i posti attualmente disponibili invece dei novecentoventisette della Scala, il che significa duecentotredici in più e, in epoca Covid, non è poco per una compagnia che ha bisogno di esibirsi e farsi vedere. Sul palcoscenico nei ruoli dei protagonisti, la giovane Kitri e il barbiere Basilio, quattro coppie di “stelle” scaligere per quattro recite: Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, Virna Toppi e Claudio Coviello, Martina Arduino e Nicola Del  Freo, Mattia Semperboni e la nuova solista Alice Mariani appena diplomata all’Accademia Teatro alla Scala, per raccontare quest’avvincente storia d’amore. “Un balletto portatore di grande gioia, vitalità, energia, tecnicamente molto difficile ma che è un’esplosione di forza>> ha spiegato Manni. Dirige la musica di Ludwig Minkus il maestro Valery Ovsyanikov, <<un vero specialista del balletto>> ha spiegato il direttore della compagnia scaligera, Manuel Legris, rinomato interprete di Don Chisciotte che apprese il ruolo proprio da Nureyev in soli tre giorni di rocambolesche prove e che danzò, per la prima volta, proprio con la compagnia della Scala e Elisabetta Armiato. <<La versione di Nureyev- ha raccontato Legris- richiede forza fisica, una tecnica incredibile ma anche doti attoriali; una storia leggera che deve però generare vibrazioni>>.  Tre atti e un prologo, Don Chisciotte di Nureyev (1966) è il primo balletto, a serata intera, dopo i lunghi mesi bui del lockdown che ritorna nell’allestimento dai colori caldi, tipici della Spagna, di Raffaele Del Savio e Anna Anni, con balli gitani, fandango, matadores, mulini a vento e il candido giardino delle Driadi. Felici di ritornare in scena, in questo ruolo, a serata intera, anche Mattia Semperboni che aveva danzato solo il passo a due del terzo atto e Claudio Coviello perché <<questa nuova collaborazione con il Teatro degli Arcimboldi ci permette di esibirci in più recite e spettacoli>>.  Don Chisciotte ( ruolo interpretato dallo stesso Nureyev) e il suo fido scudiero Sancho Panza, Dulcinea, l’amata irrangiungibile, la coppia d’innamorati Basilio e Kitri,  sono i personaggi del capolavoro letterario di Miguel de Cervantes Saavedra, scritto tra il 1598 e il 1604, entrati alla Scala, dal 1980, nella versione coreografica di Nureyev e che, da allora , continuano a mietere successi <<E’ un grande onore per me- ha spiegato Del Freo che debutta per la prima volta nel ruolo di Basilio-interpretare questo balletto molto difficile ma colmo di energia>>. Virtuosismi alle stelle ma anche contagiosa gioia e allegria per tre serate all’insegna della danza e del divertimento.

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