L’atteso ritorno di CCN-Ballet de Lorraine a MILANoLtre e le conferenze-danzate tra moda e cinema
Tra gli ospiti più attesi della 39esima edizione di MILANoLTRE, il Centre Chorégraphique National de Nancy Ballet de Lorraine arriva a Milano, al Teatro Elfo Puccini, dopo un’assenza di 25 anni, il 4 e 5 ottobre con un doppio programma che incarna la missione stessa della compagnia: custodire la memoria della danza e, al tempo stesso, spingerla verso il futuro. Due le creazioni presentate: Twelve Ton Rose, coreografia storica di Trisha Brown, icona della post-modern dance americana, e una nuova opera, A Folia, firmata da Marco da Silva Ferreira, tra i coreografi più radicali e visionari della scena contemporanea europea, noto per un linguaggio fisico travolgente e un approccio coreografico che intreccia corpi, identità e culture urbane. Dopo oltre dieci anni sotto la direzione di Petter Jacobsson, il 2025 ha segnato un passaggio importante con l’arrivo di Maud Le Pladec alla guida del Centre Chorégraphique National – Ballet de Lorraine, chiamata a proseguire e rinnovare la vocazione sperimentale della compagnia.Con A Folia, Marco da Silva Ferreira mette in scena 24 danzatori in un rito fisico e collettivo che prende spunto da un antico fenomeno portoghese del XV secolo: la folia, danza popolare legata all’estasi e alla sovversione. A partire da questo immaginario, il coreografo costruisce un incontro tra il passato rituale e le pratiche corporee urbane e contemporanee, come il voguing e il clubbing. Il risultato è una celebrazione dinamica e corale del movimento, che invita a riflettere sulle forme di ribellione gioiosa, sulle trasformazioni culturali e sul desiderio di liberazione. Twelve Ton Rose, creata da Trisha Brown nel 1996 per la sua compagnia, è interpretata dai nove danzatori del Ballet de Lorraine. Sospesa tra astrazione e musicalità, la coreografia si sviluppa su frammenti delle composizioni per archi Opus 5, Opus 7 e Opus 28 di Anton Webern, in un dialogo continuo tra movimento e silenzio. Brown costruisce un paesaggio coreografico fatto di duetti, assoli e scene corali, in cui il corpo danza l’invisibile, attraversa le pause e reinventa continuamente lo spazio. È un’opera che rivela l’intelligenza compositiva e la sensibilità poetica di una delle figure più influenti della danza del XX secolo. Nello stesso fine settimana due performance site specific: UN/DRESS Moving Painting di Masako Matsushita che apre, il 4 il primo capitolo del festival al MA*GA di Gallarate nella celebre Sala degli Arazzi del museo, in dialogo con l’archivio tessile della Maison Missoni e l’altra di Andrea Peña il 5 ottobre , un intervento coreografico che dialoga con le opere video di Luigi Presicce, Marzia Migliora e Rossella Biscotti (ore 16). Stasera, 1 ottobre, Alessandro Ruggeri nello spazio dell’installazione di Antonio Marras, alle 20, firma una coreografia sull’dentità come tessuto da rammendare,mentre alle 20.30, si terrà la prima delle conferenze danzate dal titolo: danza e moda a cura diFrancesca Pedroni con la partecipazione degli scaligeri: Stefania Ballone, Francesco Della Valle, Enrico Farina, Matteo Gavazzi, Letizia Masini, Said Ramos Ponce, Sabrina Solcia. L’altra conferenza danzata sul tema, danza e cinema, si terrà l’8 ottobre a cura di Maria Luisa Buzzi che, il 3 ottobre condurrà anche l’incontro con la direttrice Maud Le Pladec del Centre Chorégraphique National – Ballet de Lorraine e lo stilista Jeanne Friot all’Institut Français de Milan(ore 18.30)