MilanOltre 2025 e il coraggio dell’incerto


MilanOltre 2025 e il coraggio dell’incerto
FORMA MENTIS-GODANI

Quasi in dirittura d’arrivo per festeggiare il 40° anniversario, il Festival MILANoLTRE (nato nel 1986) apre quest’anno un nuovo capitolo. Giunto alla 39° edizione punta su un rilancio artistico e generazionale con una visual grafica rinnovata da ArteficeGroup. Rino De Pace, storico fondatore, passa il testimone al nuovo direttore, Lorenzo Conti che ne assume la guida fino al 2027. Soddisfatto Fiorenzo Grassi, direttore del Teatro Elfo Puccini, per il riconoscimento economico molto elevato ricevuto dal Ministero <<un incremento molto interessante – ha spiegato-che permette ai curatori di osare di più.>>. MILANoLTRE nel 2025 intraprende un cammino con la moda, nel 2026 con lo sport e nel 2027 con il design in un intreccio sempre più “generativo” tra vari ambiti culturali ed artistici. <<L’idea è anche quella di contattare pubblici e luoghi diversi- dice Conti-il Festival e la Camera della Moda Italiana uniscono le forze per dare vita a una progettualità inedita e stimolare riflessioni sulle identità, le trasformazioni sociali e l’estetica contemporanea>>. Il titolo Bodies -in -between 2025>2027 evoca l’idea di stare nel mezzo, malgrado tutto, e di accogliere quel tempo sospeso tra ciò che eravamo e ciò che diventeremo. Dal 23 settembre al 19 ottobre più di cinquanta eventi tra Teatro Elfo Puccini, il MA*GA- Museo Arte Gallarate e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Apre Spellbound Contemporary Ballet la prestigiosa compagnia romana di Mauro Astolfi, già ospite del Festival, dal 2022 Centro di Produzione Nazionale della Danza, con un doppio programma: Forma Mentis di Jacopo Godani, già direttore della Dresden Frankfurt Dance Company, con la sua “danza intelligente” diretta alle nuove generazioni e il nuovo lavoro Holy Shift del direttore. Un’esortazione a restare nel vuoto, abitare l’incerto senza fuggire per “riconoscere – spiega Astolfi – nel caos la grammatica nascosta di un’altra possibilità”. Il 26 un focus con Alcune coreografie del coreografo e performer Jacopo Jenna tra urban dance e contemporaneo e il suo nuovo lavoro Manifestus (27/9) seguito nella stessa sera  dall’ultima creazione Landless del coreografico greco Christos Papadopoulos.

TwelveTonRose-ph LaurentPhilippe

Sempre nell’ambito delle ospitalità internazionali, ritorna in città dopo un’assenza di 25 anni, il Centre Chorégraphique National de Nancy Ballet de Lorraine , guidato da Maud Le Pladec con il suo iconico lavoro del 1996: Trisha Brown, Twelve Ton Rose(4,5/10), una serie di duetti e assoli sugli Opus 5, 7 e 28 di Anton Webern seguito dalla prima nazionale A Folia di Marco de Silva Ferreira, un omaggio a una danza di pastori portoghesi del XVI secolo. Il 3 ottobre si terrà la conferenza con Maud Le Pladec all’Institut Français. Il coreografo italo-giapponese Masako Matsushita, classe 1986, il 7 ottobre indaga la relazione tra corpo, memorie sensoriali e tradizioni in UN/DRESS me now (prima nazionale). Susanna Beltrami presenta la prima di Il Danno nuova produzione di Compagnia Susanna Beltrami/DANCEHAUSpiù (8,9/10) ispirata all’omonimo romanzo di Josephine Harte e al film, protagonisti il primo ballerino scaligero Antonino Sutera ed Emanuela Montanari, ex solista scaligera. Dal 9 al 12 ottobre prende vita il progetto cardine di questo nuovo ciclo di MILANoLTRE, frutto della collaborazione tra MILANoLTRE Festival e CAMERA NAZIONALE DELLA MODA ITALIANA: Dans(e) l’Atelier – microresidenze danza & moda. Una formula inedita che ha l’obiettivo di far emergere nuove prospettive dove tre coppie di coreografe e di fashion designer collaborano per tre giorni per dar vita, all’interno degli spazi del Teatro Elfo Puccini, alla creazione e presentazione di un oggetto/installazione/sfilata/performance proposta al pubblico il 12 ottobre. Per il 2025 le coppie coinvolte sono: Alexandra Bachzetzis & Lorenzo Seghezzi, Andrea Peña & Alessandro Vigilante, Masako Matsushita & Tiziano Guardini, affiancate dal collettivo CULT OF MAGICcomposto dai compositori sound-designer Francesco Sacco e Luca Pasquino e dalle performer Samira Cogliandro, Giada Vailati e Roberta Racis, a disposizione della creazione artistica. L’artista sardo Antonio Marras ha creato per l’atelier l’installazione Manus Manus dove trasforma tessuti, oggetti e memoria in un’opera ambientale fruibile un’ora prima dell’inizio di  ogni spettacolo (23/9-7/10). Gran finale con il debutto milanese del Cullberg, anch’esso assente dalle scene milanesi dal 1994, con Exposure di Alexandra Bachzetsis, coreografa ed artista visiva attiva a Zurigo, un lavoro che è “uno studio affettivo sul nudo, che affronta la rappresentazione stereotipata del corpo nella cultura pop, nella moda, nell’arte e nei media”. Il Festival, infine, prevede una sezione “Extra”. Il 18 e 19 ottobre Stefania Ballone, danzatrice del Teatro alla Scala e coreografa, debutta con il suo nuovo progetto negli spazi del Museo Nazionale Leonardo Da Vinci Heat-Us a partire dalla ricerca di Giulio Galimberti, dottorando dell’Università Statale di Milano, con il coordinamento dei docenti Chiara Cappelletto e Arcangelo Merla, che tratta il tema della trasformazione del calore nei corpi. Al centro della performance l’utilizzo delle termocamere, strumenti tecnologici capaci di restituire in tempo reale la temperatura dei corpi sotto forma di immagine dove il pubblico è coinvolto a partecipare. Il dialogo con le nuove generazioni di artisti italiani è confermato dal programma della sezione VETRINA ITALIA DOMANI (25/9). Continuano le Conferenze danzate, lezioni partecipative aperte a tutti con due appuntamenti: Danza e Moda (1/10) con Francesca Pedroni e Danza e Cinema a cura di Maria Luisa Buzzi (8/10) Tra gli ospiti internazionali, dopo un’assenza di 25 anni, ritorna in città il Centre Chorégraphique National de Nancy Ballet de Lorraine , guidato da Maud Le Pladec con il suo iconico lavoro del 1996: Trisha Brown, Twelve Ton Rose (4,5/10), una serie di duetti e assoli sugli Opus 5, 7 e 28 di Anton Webern seguito dalla prima nazionale A Folia di Marco de Silva Ferreira, un omaggio a una danza di pastori portoghesi del XVI secolo.

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FORMA MENTIS-GODANI

Quasi in dirittura d’arrivo per festeggiare il 40° anniversario, il Festival MILANoLTRE (nato nel 1986) apre quest’anno un nuovo capitolo. Giunto alla 39° edizione punta su un rilancio artistico e generazionale con una visual grafica rinnovata da ArteficeGroup. Rino De Pace, storico fondatore, passa il testimone al nuovo direttore, Lorenzo Conti che ne assume la guida fino al 2027. Soddisfatto Fiorenzo Grassi, direttore del Teatro Elfo Puccini, per il riconoscimento economico molto elevato ricevuto dal Ministero <<un incremento molto interessante – ha spiegato-che permette ai curatori di osare di più.>>. MILANoLTRE nel 2025 intraprende un cammino con la moda, nel 2026 con lo sport e nel 2027 con il design in un intreccio sempre più “generativo” tra vari ambiti culturali ed artistici. <<L’idea è anche quella di contattare pubblici e luoghi diversi- dice Conti-il Festival e la Camera della Moda Italiana uniscono le forze per dare vita a una progettualità inedita e stimolare riflessioni sulle identità, le trasformazioni sociali e l’estetica contemporanea>>. Il titolo Bodies -in -between 2025>2027 evoca l’idea di stare nel mezzo, malgrado tutto, e di accogliere quel tempo sospeso tra ciò che eravamo e ciò che diventeremo. Dal 23 settembre al 19 ottobre più di cinquanta eventi tra Teatro Elfo Puccini, il MA*GA- Museo Arte Gallarate e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Apre Spellbound Contemporary Ballet la prestigiosa compagnia romana di Mauro Astolfi, già ospite del Festival, dal 2022 Centro di Produzione Nazionale della Danza, con un doppio programma: Forma Mentis di Jacopo Godani, già direttore della Dresden Frankfurt Dance Company, con la sua “danza intelligente” diretta alle nuove generazioni e il nuovo lavoro Holy Shift del direttore. Un’esortazione a restare nel vuoto, abitare l’incerto senza fuggire per “riconoscere – spiega Astolfi – nel caos la grammatica nascosta di un’altra possibilità”. Il 26 un focus con Alcune coreografie del coreografo e performer Jacopo Jenna tra urban dance e contemporaneo e il suo nuovo lavoro Manifestus (27/9) seguito nella stessa sera  dall’ultima creazione Landless del coreografico greco Christos Papadopoulos.

TwelveTonRose-ph LaurentPhilippe

Sempre nell’ambito delle ospitalità internazionali, ritorna in città dopo un’assenza di 25 anni, il Centre Chorégraphique National de Nancy Ballet de Lorraine , guidato da Maud Le Pladec con il suo iconico lavoro del 1996: Trisha Brown, Twelve Ton Rose(4,5/10), una serie di duetti e assoli sugli Opus 5, 7 e 28 di Anton Webern seguito dalla prima nazionale A Folia di Marco de Silva Ferreira, un omaggio a una danza di pastori portoghesi del XVI secolo. Il 3 ottobre si terrà la conferenza con Maud Le Pladec all’Institut Français. Il coreografo italo-giapponese Masako Matsushita, classe 1986, il 7 ottobre indaga la relazione tra corpo, memorie sensoriali e tradizioni in UN/DRESS me now (prima nazionale). Susanna Beltrami presenta la prima di Il Danno nuova produzione di Compagnia Susanna Beltrami/DANCEHAUSpiù (8,9/10) ispirata all’omonimo romanzo di Josephine Harte e al film, protagonisti il primo ballerino scaligero Antonino Sutera ed Emanuela Montanari, ex solista scaligera. Dal 9 al 12 ottobre prende vita il progetto cardine di questo nuovo ciclo di MILANoLTRE, frutto della collaborazione tra MILANoLTRE Festival e CAMERA NAZIONALE DELLA MODA ITALIANA: Dans(e) l’Atelier – microresidenze danza & moda. Una formula inedita che ha l’obiettivo di far emergere nuove prospettive dove tre coppie di coreografe e di fashion designer collaborano per tre giorni per dar vita, all’interno degli spazi del Teatro Elfo Puccini, alla creazione e presentazione di un oggetto/installazione/sfilata/performance proposta al pubblico il 12 ottobre. Per il 2025 le coppie coinvolte sono: Alexandra Bachzetzis & Lorenzo Seghezzi, Andrea Peña & Alessandro Vigilante, Masako Matsushita & Tiziano Guardini, affiancate dal collettivo CULT OF MAGICcomposto dai compositori sound-designer Francesco Sacco e Luca Pasquino e dalle performer Samira Cogliandro, Giada Vailati e Roberta Racis, a disposizione della creazione artistica. L’artista sardo Antonio Marras ha creato per l’atelier l’installazione Manus Manus dove trasforma tessuti, oggetti e memoria in un’opera ambientale fruibile un’ora prima dell’inizio di  ogni spettacolo (23/9-7/10). Gran finale con il debutto milanese del Cullberg, anch’esso assente dalle scene milanesi dal 1994, con Exposure di Alexandra Bachzetsis, coreografa ed artista visiva attiva a Zurigo, un lavoro che è “uno studio affettivo sul nudo, che affronta la rappresentazione stereotipata del corpo nella cultura pop, nella moda, nell’arte e nei media”. Il Festival, infine, prevede una sezione “Extra”. Il 18 e 19 ottobre Stefania Ballone, danzatrice del Teatro alla Scala e coreografa, debutta con il suo nuovo progetto negli spazi del Museo Nazionale Leonardo Da Vinci Heat-Us a partire dalla ricerca di Giulio Galimberti, dottorando dell’Università Statale di Milano, con il coordinamento dei docenti Chiara Cappelletto e Arcangelo Merla, che tratta il tema della trasformazione del calore nei corpi. Al centro della performance l’utilizzo delle termocamere, strumenti tecnologici capaci di restituire in tempo reale la temperatura dei corpi sotto forma di immagine dove il pubblico è coinvolto a partecipare. Il dialogo con le nuove generazioni di artisti italiani è confermato dal programma della sezione VETRINA ITALIA DOMANI (25/9). Continuano le Conferenze danzate, lezioni partecipative aperte a tutti con due appuntamenti: Danza e Moda (1/10) con Francesca Pedroni e Danza e Cinema a cura di Maria Luisa Buzzi (8/10) Tra gli ospiti internazionali, dopo un’assenza di 25 anni, ritorna in città il Centre Chorégraphique National de Nancy Ballet de Lorraine , guidato da Maud Le Pladec con il suo iconico lavoro del 1996: Trisha Brown, Twelve Ton Rose (4,5/10), una serie di duetti e assoli sugli Opus 5, 7 e 28 di Anton Webern seguito dalla prima nazionale A Folia di Marco de Silva Ferreira, un omaggio a una danza di pastori portoghesi del XVI secolo.

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