MILANoLTRE, 40 anni: la danza incontra lo sport e guarda al futuro


MILANoLTRE, 40 anni: la danza incontra lo sport e guarda al futuro
Synchronicite di Maud Le Plance

Pronti per festeggiare il più longevo Festival milanese di danza, MILANoLTRE al traguardo del quarantennale, in programma dal 21 settembre all’11 ottobre. L’edizione 2026 inserita nel progetto triennale BODIES IN-BETWEEN, propone un focus sull’ibridazione dei linguaggi della danza con lo sport, intercettando i movimenti di una città che ancora custodisce l’eco delle Olimpiadi e Paralimpiadi e riflettendo sui punti in comune di resistenza, sforzo e performatività. Centrale nelle opere in programma è anche il rapporto con il repertorio coreutico e musicale, la tecnologia e i socialmedia, accanto a creazioni che pongono l’accento sull’eredità di figure come Pier Paolo Pasolini, Susan Sontag, William Golding e bell hooks. Un posto di rilievo anche alla coreografia italiana con Virgilio Sieni in testa che presenta Ma a che serve la luce?Le ceneri di Gramsci dedicato a Pasolini (1,2,3/10) e la versione site specific itinerante al PAC del suo celebre Sonate Bach ma anche Adriano Bolognino, Chiara Ameglio, Simona Bertozzzi, Nicola Galli. Alla guida del Festival dall’anno scorso il giovane direttore Lorenzo Conti che ha sostituito la storica direzione, dal 2010, di Rino Achille De Pace. Il Festival coinvolge la città e non solo. Base al Teatro Elfo Puccini ma anche performance al PAC Padiglione di Arte Contemporanea, Biblioteca Sormani e il Museo MA*GA di Gallarate. Ad aprire l’edizione speciale del 2026 al Teatro Elfo Puccini è, il 21 settembre alle ore 20.00, la conferenza danzata MILANoLTRE 40 — speciale format ideato dal festival e giunto alla sua quarta edizione – condotta da Maria Luisa Buzzi (direttrice di Danza&Danza) con Adriana Borriello e con Stefania Ballone e Christian Fagetti per ripercorrere i quarant’anni di storia della manifestazione. Il cartellone degli spettacoli entra nel vivo il 22 e 23 settembre alle ore 20.30 alla Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini con l’ensemble francese del CCN – Ballet de Lorraine diretto da Maud Le Pladec, compagnia associata al Festival per il triennio 2025-2027 e ospitata con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati. Per l’occasione, la compagnia porterà in scena un programma fortemente simbolico, dedicato al legame tra il gesto atletico e l’arte coreutica insieme e alla relazione con il repertorio contemporaneo, in linea con le linee curatoriali di questa edizione. Nelle due serate verranno presentate quattro attesissime prime nazionali che fondono rigore e fisicità. Il programma unisce la precisione matematica di The Fugue, capolavoro del 1970 di Twyla Tharp (Leone d’oro alla carriera della Biennale Danza di Venezia) eseguito interamente senza musica, alla rigorosa ossessione geometrica della rotazione in Turning Burning dell’eclettico artista belga Jan Martens. A queste visioni si affiancano le creazioni firmate da Maud Le Pladec che si caratterizzano per l’ibridazione pop e la potente energia: Synchronicité, coreografia riadattata per i danzatori della compagnia dall’imponente affresco coreografico nato originariamente per la straordinaria cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Parigi 2024 e Works, reinterpretazione ipnotica e moderna della Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven. www.milanoltre.org/festival-2026

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Synchronicite di Maud Le Plance

Pronti per festeggiare il più longevo Festival milanese di danza, MILANoLTRE al traguardo del quarantennale, in programma dal 21 settembre all’11 ottobre. L’edizione 2026 inserita nel progetto triennale BODIES IN-BETWEEN, propone un focus sull’ibridazione dei linguaggi della danza con lo sport, intercettando i movimenti di una città che ancora custodisce l’eco delle Olimpiadi e Paralimpiadi e riflettendo sui punti in comune di resistenza, sforzo e performatività. Centrale nelle opere in programma è anche il rapporto con il repertorio coreutico e musicale, la tecnologia e i socialmedia, accanto a creazioni che pongono l’accento sull’eredità di figure come Pier Paolo Pasolini, Susan Sontag, William Golding e bell hooks. Un posto di rilievo anche alla coreografia italiana con Virgilio Sieni in testa che presenta Ma a che serve la luce?Le ceneri di Gramsci dedicato a Pasolini (1,2,3/10) e la versione site specific itinerante al PAC del suo celebre Sonate Bach ma anche Adriano Bolognino, Chiara Ameglio, Simona Bertozzzi, Nicola Galli. Alla guida del Festival dall’anno scorso il giovane direttore Lorenzo Conti che ha sostituito la storica direzione, dal 2010, di Rino Achille De Pace. Il Festival coinvolge la città e non solo. Base al Teatro Elfo Puccini ma anche performance al PAC Padiglione di Arte Contemporanea, Biblioteca Sormani e il Museo MA*GA di Gallarate. Ad aprire l’edizione speciale del 2026 al Teatro Elfo Puccini è, il 21 settembre alle ore 20.00, la conferenza danzata MILANoLTRE 40 — speciale format ideato dal festival e giunto alla sua quarta edizione – condotta da Maria Luisa Buzzi (direttrice di Danza&Danza) con Adriana Borriello e con Stefania Ballone e Christian Fagetti per ripercorrere i quarant’anni di storia della manifestazione. Il cartellone degli spettacoli entra nel vivo il 22 e 23 settembre alle ore 20.30 alla Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini con l’ensemble francese del CCN – Ballet de Lorraine diretto da Maud Le Pladec, compagnia associata al Festival per il triennio 2025-2027 e ospitata con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati. Per l’occasione, la compagnia porterà in scena un programma fortemente simbolico, dedicato al legame tra il gesto atletico e l’arte coreutica insieme e alla relazione con il repertorio contemporaneo, in linea con le linee curatoriali di questa edizione. Nelle due serate verranno presentate quattro attesissime prime nazionali che fondono rigore e fisicità. Il programma unisce la precisione matematica di The Fugue, capolavoro del 1970 di Twyla Tharp (Leone d’oro alla carriera della Biennale Danza di Venezia) eseguito interamente senza musica, alla rigorosa ossessione geometrica della rotazione in Turning Burning dell’eclettico artista belga Jan Martens. A queste visioni si affiancano le creazioni firmate da Maud Le Pladec che si caratterizzano per l’ibridazione pop e la potente energia: Synchronicité, coreografia riadattata per i danzatori della compagnia dall’imponente affresco coreografico nato originariamente per la straordinaria cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Parigi 2024 e Works, reinterpretazione ipnotica e moderna della Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven. www.milanoltre.org/festival-2026

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