Nel segno di Federico Garcia Lorca: tre stelle del flamenco mondiale protagoniste di Milano Flamenco Festival 2026
Dal 15 al 19 giugno Milano Flamenco Festival torna al Piccolo Teatro Strehler per la sua diciannovesima edizione, confermandosi uno degli appuntamenti più prestigiosi dedicati al flamenco in Italia e in Europa. Il festival coinvolge l’intera città con incontri, proiezioni, performance diffuse e iniziative sociali e inclusive. L’edizione 2026 rende omaggio a Federico García Lorca nel novantesimo anniversario della sua morte, esplorando il profondo legame tra il poeta andaluso e l’universo del flamenco. Tre grandi protagonisti della scena contemporanea – Úrsula López, Manuel Liñán e José Maya – presenteranno in prima nazionale tre produzioni accomunate da una riflessione sull’identità, la memoria, la libertà espressiva e il dialogo tra tradizione e contemporaneità. Ad aprire il festival, il 15 giugno, sarà la Compagnia Úrsula López con “Comedia sin título”. L’artista andalusa, già direttrice del Ballet Flamenco de Andalucía, riporta in vita l’opera incompiuta di Lorca trasformando l’unica frase superstite del finale in un intenso viaggio poetico, politico e corporeo. In scena tredici artisti tra danzatori, musicisti e cantaores, in uno spettacolo che attraversa la memoria del flamenco e il concetto lorchiano di duende.Originaria di Montilla, Úrsula López è una delle figure più autorevoli della danza spagnola contemporanea. Formata a Siviglia, ha collaborato con maestri quali María Pagés, Eva Yerbabuena e José Antonio Ruiz, danzando inoltre con il Ballet Nacional de España. Coreografa, insegnante e direttrice artistica, dal 2020 al 2023 ha guidato il Ballet Flamenco de Andalucía, contribuendo al rinnovamento del repertorio flamenco contemporaneo. Il 17 giugno sarà la volta di “Bailaor@”, ultima creazione della Compagnia Manuel Liñán. Premio Nacional de Danza 2017, Liñán propone una riflessione innovativa sui concetti di maschile e femminile nel flamenco, trasformando il corpo del bailaor in uno spazio libero da stereotipi e convenzioni. Accompagnato da cinque cantaores e un chitarrista, il coreografo granadino costruisce una performance che intreccia ricerca artistica, affermazione identitaria e impegno civile.Nato a Granada nel 1980, Manuel Liñán è considerato uno dei maggiori innovatori del flamenco contemporaneo. Dopo gli esordi nelle compagnie di Merche Esmeralda, Manolete, Rafael Amargo e Carmen Cortés, ha sviluppato una carriera internazionale firmando spettacoli di successo come “Nómada”, “Reversible”, “Viva!!” e “Muerta de Amor”. Vincitore di numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Nacional de Danza, nel 2026 è candidato agli Olivier Awards per la coreografia di “Viva!”. La chiusura del festival, il 19 giugno, è affidata alla Compagnia José Maya con “Lejano”. Lo spettacolo è un viaggio attraverso la memoria e le radici del cante flamenco, dove il concetto di lontananza diventa metafora delle origini e dell’identità. Attraverso danza, canto e musica dal vivo, Maya costruisce un racconto intenso dedicato alla memoria come custode della storia personale e collettiva.Nato a Madrid nel 1983 e appartenente a una storica famiglia gitana di artisti, José Maya è tra i bailaores più carismatici della sua generazione. Debutta da bambino accanto a figure leggendarie del flamenco e ottiene importanti riconoscimenti già in adolescenza. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti internazionali come Beyoncé, Marc Anthony, Björk e Juanes, oltre che con il chitarrista Tomatito, imponendosi sulle principali scene europee, americane e asiatiche grazie a una danza potente e profondamente radicata nella tradizione gitana. Fin dalla sua nascita, il Milano Flamenco Festival ha ospitato oltre settanta compagnie, contribuendo alla diffusione della cultura flamenca in Italia e promuovendo il dialogo tra tradizione e sperimentazione. Nel 2024 il festival ha inoltre contribuito all’assegnazione all’Italia del prestigioso Premio Catedral del Cante. Con questa nuova edizione, la manifestazione riafferma la propria vocazione internazionale, aprendo nuove prospettive artistiche e confermandosi punto di riferimento per il flamenco contemporaneo.