Ritorni felici: Béjart Ballet Lausanne con “Pièces Courtes”, in prima italiana, nel parco di Villa Olmo a Como


Ritorni felici: Béjart Ballet Lausanne con “Pièces Courtes”, in prima italiana, nel parco di Villa Olmo a Como
BBL Tous les hommes Opera Lausanne Avril 2019_©Ingo Schaefer HD light

Il Béjart Ballet Lausanne, compagnia di giovani talenti fondata da Maurice Béjart nel 1987 e dal 2007, anno della sua morte, diretta dal ballerino e coreografo Gil Roman, ritorna a Como, per una doppia inaugurazione nel parco antistante a Villa Olmo: la XIV edizione del Festival Como Città della Musica e la I Edizione del Villa Olmo Festival (30 giugno – 15 agosto 2021), mercoledi 30 giugno ore 21.30 con Pièces Courtes, in prima assoluta in Italia. Si tratta di sei cammei dedicati ad eroi o personaggi che, nell’immaginario hanno assunto sembianze mitiche e oniriche, per la quantità di fonti generate ed esiti artistici che ne sono scaturiti: quasi divinità attinte da epopee, epoche, suggestioni letterarie (una tra tutte quella di Don Giovanni) e contesti musicali diversi (da Johann Sebastian Bach a Jacques Brel), molto eterogenei, i Pièces Courtes sono stati cesellati dal genio poliedrico e curioso di Béjart  e ripresi fedelmente da Gil Roman. Béjart (all’anagrafe Maurice-Jean Berger, Marsiglia 1927 – Losanna 2007)  enfant prodige, cresciuto nel rigore e nella disciplina della danza classica, debuttò, a quattordici anni all’ Opéra di Parigi dove incontrerà poi Roland Petit e tutti i principali punti di riferimento della danza, di ogni arte performativa, di ogni sfera intellettuale ed artistica di tutta la seconda metà del Novecento. A ventiquattro anni (nel 1951) crea la sua prima coreografia L’Inconnu, a Stoccolma, ed inizia a lavorare successivamente su Stravinsky e Chopin. Fin da subito il suo stile si è distinto, svelando un sigillo unico ed inconfondibile, non ascrivibile in maniera categorica alla danza classica o esclusivamente a quella moderna, esprimendo la sublime essenza di entrambe al di fuori di qualsiasi stereotipo (molti suoi lavori sono stati definiti anche pop) o classificazione come Pièces Courtes rivelano. Ecclettismo e versatilità, tensione ad una sperimentazione perpetua, influenze letterarie importanti emergono da una sequenza intrigante che comprende sei coreografie: Sonate n°5 su musica di Johann Sebastian Bach,
 Opéra musica di Giuseppe Verdi,
 La porte musica di Pierre Henry,
 Don Giovanni musica di Wolfgang Amadeus Mozart, Dibouk musica tradizionale ebraica, Suite Brel et Barbara musica di Jacques Brel, Barbara.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ritorni felici: Béjart Ballet Lausanne con “Pièces Courtes”, in prima italiana, nel parco di Villa Olmo a Como


Ritorni felici: Béjart Ballet Lausanne con “Pièces Courtes”, in prima italiana, nel parco di Villa Olmo a Como
BBL Tous les hommes Opera Lausanne Avril 2019_©Ingo Schaefer HD light

Il Béjart Ballet Lausanne, compagnia di giovani talenti fondata da Maurice Béjart nel 1987 e dal 2007, anno della sua morte, diretta dal ballerino e coreografo Gil Roman, ritorna a Como, per una doppia inaugurazione nel parco antistante a Villa Olmo: la XIV edizione del Festival Como Città della Musica e la I Edizione del Villa Olmo Festival (30 giugno – 15 agosto 2021), mercoledi 30 giugno ore 21.30 con Pièces Courtes, in prima assoluta in Italia. Si tratta di sei cammei dedicati ad eroi o personaggi che, nell’immaginario hanno assunto sembianze mitiche e oniriche, per la quantità di fonti generate ed esiti artistici che ne sono scaturiti: quasi divinità attinte da epopee, epoche, suggestioni letterarie (una tra tutte quella di Don Giovanni) e contesti musicali diversi (da Johann Sebastian Bach a Jacques Brel), molto eterogenei, i Pièces Courtes sono stati cesellati dal genio poliedrico e curioso di Béjart  e ripresi fedelmente da Gil Roman. Béjart (all’anagrafe Maurice-Jean Berger, Marsiglia 1927 – Losanna 2007)  enfant prodige, cresciuto nel rigore e nella disciplina della danza classica, debuttò, a quattordici anni all’ Opéra di Parigi dove incontrerà poi Roland Petit e tutti i principali punti di riferimento della danza, di ogni arte performativa, di ogni sfera intellettuale ed artistica di tutta la seconda metà del Novecento. A ventiquattro anni (nel 1951) crea la sua prima coreografia L’Inconnu, a Stoccolma, ed inizia a lavorare successivamente su Stravinsky e Chopin. Fin da subito il suo stile si è distinto, svelando un sigillo unico ed inconfondibile, non ascrivibile in maniera categorica alla danza classica o esclusivamente a quella moderna, esprimendo la sublime essenza di entrambe al di fuori di qualsiasi stereotipo (molti suoi lavori sono stati definiti anche pop) o classificazione come Pièces Courtes rivelano. Ecclettismo e versatilità, tensione ad una sperimentazione perpetua, influenze letterarie importanti emergono da una sequenza intrigante che comprende sei coreografie: Sonate n°5 su musica di Johann Sebastian Bach,
 Opéra musica di Giuseppe Verdi,
 La porte musica di Pierre Henry,
 Don Giovanni musica di Wolfgang Amadeus Mozart, Dibouk musica tradizionale ebraica, Suite Brel et Barbara musica di Jacques Brel, Barbara.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *