Tocco di onirica bellezza nella rivisitazione di Margherita Palli dello Schiaccianoci di Balanchine


Tocco di onirica bellezza nella rivisitazione di Margherita Palli dello Schiaccianoci di Balanchine
"Lo Schiaccianoci" George Balanchines's The Nutcracker Foto Marco Brescia e Rudy Amisano-Teatro alla Scala

Un lungo applauso, è scoccato, immancabile, ieri sera alla prima di Lo Schiaccianoci, di George Balanchine, nella scena in cui il grande albero di Natale cresce verso il cielo, tutto illuminato, festoso e imponente, a ricordare la magia che il noto coreografo russo produsse, a New York, nel 1954 con questo balletto natalizio, in due atti , su musica di Čaikovskij, dal fascino intramontabile. Il nuovo allestimento della scenografa e costumista svizzera ma diplomata all’Accademia di Brera, Margherita Palli, ha saputo preservare e interpretare quel tocco di onirica bellezza che contraddistingue questo balletto. Nel primo atto, che chiude con un bosco innevato di rara bellezza, popolato da animali selvatici, il lupo, il cervo, la volpe, il cerbiatto con il pelo bianchissimo, al pubblico è scappato un altro caloroso applauso, sugellato da altri durante il magnifico valzer dei fiocchi di neve interpretato dalle lunari danzatrici scaligere in tutù color ghiaccio. Difficile trattenere la gioia e la gratitudine davanti a una scenografia così coinvolgente. La notte di Natale, animata dai bambini in abiti di velluto di diversi colori, di regali, di fanciulle con vestiti vaporosi infiocchettati alla vita, tutto è gioco, confusione, allegria, paura e sogno; suggestivo il doppio fondale che gioca sull’esterno e l’interno della grande casa americana “Drayton Hall” mentre la notte cala lentamente e accompagna, con dolcezza, il sonno dell’adolescente Marie interpretata, con la giusta gaiezza da Giulia Consumi che si addormenta sul divano con il piccolo Schiaccianoci donatole dallo zio Drosselmeier, il bravo Mick Zeni. Una schiera di soldatini ussari, raccolti in fila dentro una grande scatola e una schiera di topi ai quali sono stati aggiunti dei monili in stile punk, irrompono sulla scena; la battaglia inizia, il soldatino principe, il delicato Leonardo Baghin, esce vittorioso e conduce la giovane nel mondo innevato. Palli è riuscita a mantenere tutti gli elementi scenici voluti da Balanchine ma rivisitandoli con un occhio europeo, in alcuni casi milanese; nel secondo atto, quello dei Dolciumi, che si apre con la splendida “Fata Confetto” nell’immancabile tutù rosa, interpretata con eleganza da Nicoletta Manni, la scenografa ha trasformato la struttura della farmacia “Engel Apotheke” di Vienna, nella pasticceria Marchesi in Galleria. Le danze dei dolci, quella della cioccolata calda con i bravi Francesca Podini e Massimo Garon, del caffè con Maria Celeste Rosa, il Tè danzato da Andrea Crescenzi, le pastorelle di marzapane interpretate con grazia dalle bambine della Scuola di ballo e tutti gli altri personaggi, Arlecchino, Colombina, il Bastoncino di zucchero, mamma zenzero danzati con la giusta vivacità e tecnica, dal cast scaligero, hanno aperto un altro immaginario fantastico. Scintillante Martina Arduino,l’impeccabile Goccia di Rugiada nel valzer dei fiori. Delicatissimi e affiatati nel passo a due finale Manni e il suo cavaliere Timofej Andrijashenko. La slitta trainata da due renne volanti con i due giovani innamorati salutano il pubblico che, ancora una volta, ha applaudito entusiasta.
Lo Schiaccianoci di George Balanchine al Teatro alla Scala fino al 15 gennaio.

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Tocco di onirica bellezza nella rivisitazione di Margherita Palli dello Schiaccianoci di Balanchine


Tocco di onirica bellezza nella rivisitazione di Margherita Palli dello Schiaccianoci di Balanchine
"Lo Schiaccianoci" George Balanchines's The Nutcracker Foto Marco Brescia e Rudy Amisano-Teatro alla Scala

Un lungo applauso, è scoccato, immancabile, ieri sera alla prima di Lo Schiaccianoci, di George Balanchine, nella scena in cui il grande albero di Natale cresce verso il cielo, tutto illuminato, festoso e imponente, a ricordare la magia che il noto coreografo russo produsse, a New York, nel 1954 con questo balletto natalizio, in due atti , su musica di Čaikovskij, dal fascino intramontabile. Il nuovo allestimento della scenografa e costumista svizzera ma diplomata all’Accademia di Brera, Margherita Palli, ha saputo preservare e interpretare quel tocco di onirica bellezza che contraddistingue questo balletto. Nel primo atto, che chiude con un bosco innevato di rara bellezza, popolato da animali selvatici, il lupo, il cervo, la volpe, il cerbiatto con il pelo bianchissimo, al pubblico è scappato un altro caloroso applauso, sugellato da altri durante il magnifico valzer dei fiocchi di neve interpretato dalle lunari danzatrici scaligere in tutù color ghiaccio. Difficile trattenere la gioia e la gratitudine davanti a una scenografia così coinvolgente. La notte di Natale, animata dai bambini in abiti di velluto di diversi colori, di regali, di fanciulle con vestiti vaporosi infiocchettati alla vita, tutto è gioco, confusione, allegria, paura e sogno; suggestivo il doppio fondale che gioca sull’esterno e l’interno della grande casa americana “Drayton Hall” mentre la notte cala lentamente e accompagna, con dolcezza, il sonno dell’adolescente Marie interpretata, con la giusta gaiezza da Giulia Consumi che si addormenta sul divano con il piccolo Schiaccianoci donatole dallo zio Drosselmeier, il bravo Mick Zeni. Una schiera di soldatini ussari, raccolti in fila dentro una grande scatola e una schiera di topi ai quali sono stati aggiunti dei monili in stile punk, irrompono sulla scena; la battaglia inizia, il soldatino principe, il delicato Leonardo Baghin, esce vittorioso e conduce la giovane nel mondo innevato. Palli è riuscita a mantenere tutti gli elementi scenici voluti da Balanchine ma rivisitandoli con un occhio europeo, in alcuni casi milanese; nel secondo atto, quello dei Dolciumi, che si apre con la splendida “Fata Confetto” nell’immancabile tutù rosa, interpretata con eleganza da Nicoletta Manni, la scenografa ha trasformato la struttura della farmacia “Engel Apotheke” di Vienna, nella pasticceria Marchesi in Galleria. Le danze dei dolci, quella della cioccolata calda con i bravi Francesca Podini e Massimo Garon, del caffè con Maria Celeste Rosa, il Tè danzato da Andrea Crescenzi, le pastorelle di marzapane interpretate con grazia dalle bambine della Scuola di ballo e tutti gli altri personaggi, Arlecchino, Colombina, il Bastoncino di zucchero, mamma zenzero danzati con la giusta vivacità e tecnica, dal cast scaligero, hanno aperto un altro immaginario fantastico. Scintillante Martina Arduino,l’impeccabile Goccia di Rugiada nel valzer dei fiori. Delicatissimi e affiatati nel passo a due finale Manni e il suo cavaliere Timofej Andrijashenko. La slitta trainata da due renne volanti con i due giovani innamorati salutano il pubblico che, ancora una volta, ha applaudito entusiasta.
Lo Schiaccianoci di George Balanchine al Teatro alla Scala fino al 15 gennaio.

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