Tra luce antica e visioni moderne: “Caracalla Danza” incanta Roma
Un’esperienza immersiva, fisica ed emozionale quella vissuta alla prima edizione del Festival Caracalla Danza (26-28 settembre), organizzato in collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma e Romaeuropa. Il contesto archeologico ha offerto una location unica, impreziosita da un palcoscenico a sfioro d’acqua, dove i danzatori del Centro Coreografico Nazionale Aterballetto e di Gauthier Dance si sono esibiti in sei pezzi firmati da nomi prestigiosi della coreografia contemporanea: Sharon Eyal, Marco Goecke, Angelin Preljocaj, Hofesh Shechter e Diego Tortelli. Una serata magica e suggestiva che si è aperta con Alone, della coreografa israeliana residente in Francia Sharon Eyal (classe 1971), già ospite a settembre con la sua compagnia per l’inaugurazione di Torino Danza con Delay the Sadness. Danzatrice della Batsheva Dance Company dal 1990 al 2008, è nota anche nel mondo della moda: ha infatti creato le coreografie per la sfilata primavera/estate di Christian Dior nel 2019. Con Alone, in prima romana, Eyal torna al suo primo amore: la danza di gruppo. I danzatori della Gauthier Dance / Dance Company Theaterhaus Stuttgart, in body color carne e calzini al polpaccio, si muovono sulla musica minimalista, sensuale e introspettiva della cantante e autrice britannica Eliza. Un pezzo dinamico e glamour, in cui i corpi si amalgamano con i siti archeologici delle antiche terme, dorate dalla luce del tramonto. Dal gruppo si staccano tre danzatrici, con il collo sporco di rosso: si muovono ritmicamente in un flusso sinuoso che evoca un mondo lontano e indecifrabile. Potente il passo a due Monstruo Grande di Marco Goecke, interpretato da Sidney Elisabeth Turschi e Shori Yamamoto di Gauthier Dance. Le parole e la voce di Mercedes Sosa ispirano questa creazione dinamica ed espressiva: mani davanti ai volti, gomiti in tensione, colli che si piegano improvvisamente, corpi che lottano in una danza tormentata e intensa, con momenti di maggiore respiro.
“Infant Spirit” di Marco Goecke con Bruna Andrade ph Paolo Porto
Il coreografo tedesco, attualmente alla guida del Balletto di Basilea dopo il burrascoso addio allo Staatsballett Hannover, ha dedicato un altro brano della serata, l’assolo Infant Spirit, a Pina Bausch. In abito grigio tortora, la bellissima danzatrice e modella brasiliana Bruna Andrade, residente in Germania (Staatballett Karlsruhe e Gauthier Dance), entra in scena dal lato sinistro del palcoscenico, circondata dal rumore dell’acqua.È accompagnata dalle struggenti musiche di Antony and the Johnsons. La coreografia, intima ed espressiva, si compone di micro-movimenti esitanti e sospesi, ispirati dalla musica e dalle parole. Il gesto finale, l’aggiunta di un garofano chiaro al “rever” della giacca, è un chiaro omaggio alla figura femminile simbolica di Pina Bausch. Emozionante anche Reconciliatio, passo a due del coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj, già presentato a Memorare 2024 nella Basilica di San Petronio a Bologna. Ispirato al tema della riconciliazione, prende spunto da Seguiranno mille anni di calma, una rilettura non canonica dell’Apocalisse di San Giovanni. Due figure femminili, le danzatrici Estelle Bovay e Arianna Kob di AterBalletto, in tutine alate bianche si muovono dapprima distanti, di spalle, chiuse in se stesse; lentamente si avvicinano, svelando un desiderio profondo di ritrovarsi. La Sonata al chiaro di luna (per pianoforte n.14) di Beethoven accompagna con delicatezza la loro danza. Bonus Track, del coreografo israeliano Hofesh Shechter, residente a Londra ed ex danzatore di Batsheva, coinvolge 16 danzatori di Gauthier Dance in una danza dinamica ed energica dai movimenti sciolti e giullareschi. In abiti sgargianti e maschere veneziane, i performer evocano la commedia dell’arte italiana: tra ironia, pugni finti e sparatorie immaginarie, lo spettacolo richiama lo stile dei saltimbanchi. Alcune sequenze sono tratte dal celebre Clown, adattate per lo spazio all’aperto, con corpi elastici e pronti a guizzare sulla scena. Chiude questa magnifica serata, in prima assoluta, Limen di Diego Tortelli, con protagoniste, ancora, le straordinarie Estelle Bovay e Arianna Kob. Il titolo evoca la soglia tra reale e riflesso. Due “veneri contemporanee” danzano con i piedi nell’acqua, le braccia intrecciate, le gambe che si slanciano verso l’infinito. Gli sguardi sono intimi, le presenze sensuali e guerriere. Con lunghi abiti in voile bagnati e appesantiti dall’acqua, sembrano purificate, in una sorta di battesimo simbolico, nelle acque del Giordano.
