Troppo amore o troppo poco?


Troppo amore o troppo poco?
Romanzo d'infanzia_Compagnia Abbondanza_Bertoni_ph Marco Caselli Nirmal2

Una narrazione sempre contemporanea, sul tema dell’amore, quello mai ricevuto ma anche quello eccessivo che può far male. Romanzo d’infanzia di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, con la drammaturgia di Letizia Quintavalla e Bruno Stori, è ormai un classico del teatro danza italiano, fruibile da adulti, giovani, bambini, un successo che conta oltre 600 repliche e quattro versioni, richiestissimo per il suo stile narrativo e poetico, delicato e tagliente. <<Ha una bellezza “vintage” – scherza Abbondanza- uno spettacolo del secolo scorso che compie quasi trent’anni ma sempre molto apprezzato per la sua  attualità>>. In scena per due serate, il 2 e 3 dicembre, al PimOff, questo lavoro del 1997, racconta il disagio infantile tra le mura domestiche ma anche nelle istituzioni, con i due danzatori che passano dal ruolo di genitori a quello di figli. <<L’amore attraversa i tempi- spiega Bertoni- anche se oggi si percepisce più disagio perché il cellulare ha scardinato il modo di stare al mondo. Ogni volta che rientro nel personaggio di Nina, è come la prima volta; certo oggi mi sento più fragile, più timorosa  perché la fisicità è più dolorosa ma nello stesso tempo mi percepisco sempre una trentenne>>. In Romanzo d’infanzia si toccano i temi delle paure e delle ribellioni dell’infanzia, delle  ansie  del mestiere di madre e di padre, delle fatiche relazionali tutto però sotto uno sguardo sincero di tenerezza e compassione, che regala  poesia. Dal 1989 questa coppia di artisti cresciuti tra grandi maestri come Alwis Nikolais, Dominique Dupuy, la compagnia di Carolyn Carlson e lo zen, che vivono tra le montagne del Trentino, a Rovereto, è immersa in un felice percorso creativo iniziato con Terramara, nel 1991  seguito da importanti trilogie, Ho male all’altro, Pelléas e Mélisande, i soli Try,C’è vita su Venere, I Dream . Tra i progetti una nuova creatura: << un duo maschile che debutterà nel 2024– rivela Bertoni-ancora senza titolo>>.

 

(Pubblicato in TuttoMilano -La REpubblica 30/11/2023)

 

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Una narrazione sempre contemporanea, sul tema dell’amore, quello mai ricevuto ma anche quello eccessivo che può far male. Romanzo d’infanzia di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, con la drammaturgia di Letizia Quintavalla e Bruno Stori, è ormai un classico del teatro danza italiano, fruibile da adulti, giovani, bambini, un successo che conta oltre 600 repliche e quattro versioni, richiestissimo per il suo stile narrativo e poetico, delicato e tagliente. <<Ha una bellezza “vintage” – scherza Abbondanza- uno spettacolo del secolo scorso che compie quasi trent’anni ma sempre molto apprezzato per la sua  attualità>>. In scena per due serate, il 2 e 3 dicembre, al PimOff, questo lavoro del 1997, racconta il disagio infantile tra le mura domestiche ma anche nelle istituzioni, con i due danzatori che passano dal ruolo di genitori a quello di figli. <<L’amore attraversa i tempi- spiega Bertoni- anche se oggi si percepisce più disagio perché il cellulare ha scardinato il modo di stare al mondo. Ogni volta che rientro nel personaggio di Nina, è come la prima volta; certo oggi mi sento più fragile, più timorosa  perché la fisicità è più dolorosa ma nello stesso tempo mi percepisco sempre una trentenne>>. In Romanzo d’infanzia si toccano i temi delle paure e delle ribellioni dell’infanzia, delle  ansie  del mestiere di madre e di padre, delle fatiche relazionali tutto però sotto uno sguardo sincero di tenerezza e compassione, che regala  poesia. Dal 1989 questa coppia di artisti cresciuti tra grandi maestri come Alwis Nikolais, Dominique Dupuy, la compagnia di Carolyn Carlson e lo zen, che vivono tra le montagne del Trentino, a Rovereto, è immersa in un felice percorso creativo iniziato con Terramara, nel 1991  seguito da importanti trilogie, Ho male all’altro, Pelléas e Mélisande, i soli Try,C’è vita su Venere, I Dream . Tra i progetti una nuova creatura: << un duo maschile che debutterà nel 2024– rivela Bertoni-ancora senza titolo>>.

 

(Pubblicato in TuttoMilano -La REpubblica 30/11/2023)

 

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