Venezia applaude: standing ovation per “Slacktide” di Twyla Tharp


Venezia applaude: standing ovation per “Slacktide” di Twyla Tharp
"Slacktide" di Twyla Tharp

Uno spettacolo raffinato dove la musica contemporanea incontra la danza e regala afflati di leggerezza e gioia, è sempre un evento straordinario. Ma se si aggiunge che l’autrice della coreografia è una signora di 84 anni, l’evento diventa davvero potente ed emblematico. Sto parlando di Slacktide (Marea ferma) la nuova creazione della leggendaria coreografa americana Twyla Tharp, che ha debuttato, in prima italiana, con standing ovation del pubblico, al Teatro Malibran il 17 luglio, nell’ambito della  Biennale Danza  su musica di Philip Glass dal suo Aguas da Amazonia eseguita dal vivo da Third Coast Percussion. Un pezzo dove i movimenti a rallenti iniziali dei ballerini che riprendono il finale di un altro celebre pezzo di Tharp, In The Upper Room (1986) sempre su musica di Glass, lasciano spazio a fluttuanti spostamenti dei corpi in perfetta sintonia con la partitura. Slacktide è il secondo lavoro per dodici danzatori di un dittico, preceduto dalla ricostruzione di un altro  storico pezzo di Tharp, Diabelli (1998) su musiche delle Variazioni Diabelli di Beethoven, eseguite dal vivo dal pianista  Vladimir Rumyantsev. Una coreografia impegnativa, sempre molto bella da vedere con il suo stile neoclassico, le movenze barocche e settecentesche intrise di illuminante ironia. In Slacktide, i movimenti della figura femminile principale traggono ispirazione da vecchie sessioni d’improvvisazione registrate, qui attualizzate con un sorprendente risultato: suscitare nel pubblico una voglia matta di ballare. Ed è questo il vero miracolo di Tharp: aver saputo coniugare, lungo tutta la sua oceanica carriera (oltre 160 coreografie), leggerezza e profondità. Tharp, è stata insignita, il 19 luglio, a Venezia, del Leone d’Oro alla Carriera in occasione della 19° edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea di Wayne MacGregor. La sua carriera iniziò negli anni Sessanta, nell’ambiente sperimentale della Judson Church; diventò famosa anche negli ambienti del balletto newyorchese, per poi abbracciare con grande versatilità il musical di  Broadway, il cinema e la tv. Riuscì a far danzare il tip tap, folgorata da Fred Astaire, a Mikhail Baryshnikov nel film Il sole a mezzanotte. Ha creato The Catherine’s Wheel (diviso in tre capitoli) su musica di David Byrne e dei Talking Heads, ha firmato coreografie per i films Ragtime, Hair, Amadeus di Milos Forman. Con il pluripremiato Movin’ out su musiche di Billy Joel, si è consacrata definitivamente nel mondo del musical. Tra i suoi maestri si annoverano Béatrice Collonette, Margareth Craske, Martha Graham, Merce Cunningham e Paul Taylor. Nata nel 1940 nell’Indiana in una famiglia nomade di quaccheri e figlia d’arte (la mamma era pianista), Tharp ha ricevuto un’educazione completa in violino, pianoforte, pittura, recitazione, acrobazia. Con la musica ha sempre avuto un rapporto di profonda intesa. Scelto per celebrare i sessant’anni della sua compagnia, fondata nel 1965, Slacktide riconferma ancora una volta la straordinaria versatilità di questa donna minuta ma di gran carattere, animata da una dirompente voglia di vivere che si riassume perfettamente nel titolo del suo ultimo libro: Keep It Moving: Lessons for the Rest of Your Life (2020). Un vero e proprio manuale filosofico – e non solo – per continuare a vivere bene e felicemente, anche quando gli anni avanzano.

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"Slacktide" di Twyla Tharp

Uno spettacolo raffinato dove la musica contemporanea incontra la danza e regala afflati di leggerezza e gioia, è sempre un evento straordinario. Ma se si aggiunge che l’autrice della coreografia è una signora di 84 anni, l’evento diventa davvero potente ed emblematico. Sto parlando di Slacktide (Marea ferma) la nuova creazione della leggendaria coreografa americana Twyla Tharp, che ha debuttato, in prima italiana, con standing ovation del pubblico, al Teatro Malibran il 17 luglio, nell’ambito della  Biennale Danza  su musica di Philip Glass dal suo Aguas da Amazonia eseguita dal vivo da Third Coast Percussion. Un pezzo dove i movimenti a rallenti iniziali dei ballerini che riprendono il finale di un altro celebre pezzo di Tharp, In The Upper Room (1986) sempre su musica di Glass, lasciano spazio a fluttuanti spostamenti dei corpi in perfetta sintonia con la partitura. Slacktide è il secondo lavoro per dodici danzatori di un dittico, preceduto dalla ricostruzione di un altro  storico pezzo di Tharp, Diabelli (1998) su musiche delle Variazioni Diabelli di Beethoven, eseguite dal vivo dal pianista  Vladimir Rumyantsev. Una coreografia impegnativa, sempre molto bella da vedere con il suo stile neoclassico, le movenze barocche e settecentesche intrise di illuminante ironia. In Slacktide, i movimenti della figura femminile principale traggono ispirazione da vecchie sessioni d’improvvisazione registrate, qui attualizzate con un sorprendente risultato: suscitare nel pubblico una voglia matta di ballare. Ed è questo il vero miracolo di Tharp: aver saputo coniugare, lungo tutta la sua oceanica carriera (oltre 160 coreografie), leggerezza e profondità. Tharp, è stata insignita, il 19 luglio, a Venezia, del Leone d’Oro alla Carriera in occasione della 19° edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea di Wayne MacGregor. La sua carriera iniziò negli anni Sessanta, nell’ambiente sperimentale della Judson Church; diventò famosa anche negli ambienti del balletto newyorchese, per poi abbracciare con grande versatilità il musical di  Broadway, il cinema e la tv. Riuscì a far danzare il tip tap, folgorata da Fred Astaire, a Mikhail Baryshnikov nel film Il sole a mezzanotte. Ha creato The Catherine’s Wheel (diviso in tre capitoli) su musica di David Byrne e dei Talking Heads, ha firmato coreografie per i films Ragtime, Hair, Amadeus di Milos Forman. Con il pluripremiato Movin’ out su musiche di Billy Joel, si è consacrata definitivamente nel mondo del musical. Tra i suoi maestri si annoverano Béatrice Collonette, Margareth Craske, Martha Graham, Merce Cunningham e Paul Taylor. Nata nel 1940 nell’Indiana in una famiglia nomade di quaccheri e figlia d’arte (la mamma era pianista), Tharp ha ricevuto un’educazione completa in violino, pianoforte, pittura, recitazione, acrobazia. Con la musica ha sempre avuto un rapporto di profonda intesa. Scelto per celebrare i sessant’anni della sua compagnia, fondata nel 1965, Slacktide riconferma ancora una volta la straordinaria versatilità di questa donna minuta ma di gran carattere, animata da una dirompente voglia di vivere che si riassume perfettamente nel titolo del suo ultimo libro: Keep It Moving: Lessons for the Rest of Your Life (2020). Un vero e proprio manuale filosofico – e non solo – per continuare a vivere bene e felicemente, anche quando gli anni avanzano.

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