Segui il corpo del polipo


Segui il corpo del polipo
Ink 2 di Dimitris Papaioannou- Šuka Horn photo©Julian-Mommert

Nato come installazione site specific nel 2020, in pieno lockdawn, INK del regista, coreografo e artista greco, Dimitris Papaioannou, ritorna in una nuova versione, in prima italiana, per inaugurare la sesta stagione di Fog Triennale Milano Performing Arts, l’11 e 12 febbraio. Se all’origine di INK (inchiostro) c’era l’idea di un gioco tra un corpo e un polipo, oggi il lavoro, a serata intera, ha come protagonista il guardiano di un universo oscuro e sommerso, che tenta di mantenere l’ordine ma l’intrusione di un visitatore, il danzatore tedesco Šuka Horn, stravolge la sua esistenza. In un duetto simbolico tra i corpi di Papaioannou, classe 1964 e quello del giovane Horn, formatosi invece alla break dance, nasce una danza crudele e tenera, tra un uomo e un “mostro” con riferimenti espliciti al cinema horror fantascientifico. Tra giochi d’acqua, corde e una visionaria scenografia curata dallo stesso Papaioannou così come la regia, le scene, i costumi e le luci, INK (Premio Ubu 2021) è un lavoro viscerale, immerso in un universo acquatico dove si conferma la geniale poetica di questo “scrittore di spettacoli teatrali”. In molte sue creazioni espone corpi nudi, con la naturalezza dei grandi maestri a cui s’ispira: Bosch, Botticelli, i pre-raffaelliti e anche in INK, il corpo atletico di Horn, si muove nella sua integrità. Tra i suoi capolavori The Great Timer (2017) realizzato per il Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch e Sisyphus/Trans/Form (2019) per la collezione Maramotti, a Reggio Emilia. <<INK è nato da un profondo e personale flusso emotivo- ha spiegato Papaioannou- diverso dai miei lavori precedenti. Cerco di capire la vita e di materializzare sul palcoscenico il mio sentire e le mie domande. E’ allora che incontro gli archetipi e i miti che visualizzano e raccontano temi universali>>. Carattere “ottimista” ma “melanconico”, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Atene, nei suoi spettacoli Papaioannou regala suggestioni poetiche di rara bellezza dove danza, pittura, iconografia e mitologia s’incontrano, supportate da un getto continuo di immagini.triennale.org

 

(Pubblicato in TuttoMilano-La Repubblica 15/02/2023)

 

 

 

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Nato come installazione site specific nel 2020, in pieno lockdawn, INK del regista, coreografo e artista greco, Dimitris Papaioannou, ritorna in una nuova versione, in prima italiana, per inaugurare la sesta stagione di Fog Triennale Milano Performing Arts, l’11 e 12 febbraio. Se all’origine di INK (inchiostro) c’era l’idea di un gioco tra un corpo e un polipo, oggi il lavoro, a serata intera, ha come protagonista il guardiano di un universo oscuro e sommerso, che tenta di mantenere l’ordine ma l’intrusione di un visitatore, il danzatore tedesco Šuka Horn, stravolge la sua esistenza. In un duetto simbolico tra i corpi di Papaioannou, classe 1964 e quello del giovane Horn, formatosi invece alla break dance, nasce una danza crudele e tenera, tra un uomo e un “mostro” con riferimenti espliciti al cinema horror fantascientifico. Tra giochi d’acqua, corde e una visionaria scenografia curata dallo stesso Papaioannou così come la regia, le scene, i costumi e le luci, INK (Premio Ubu 2021) è un lavoro viscerale, immerso in un universo acquatico dove si conferma la geniale poetica di questo “scrittore di spettacoli teatrali”. In molte sue creazioni espone corpi nudi, con la naturalezza dei grandi maestri a cui s’ispira: Bosch, Botticelli, i pre-raffaelliti e anche in INK, il corpo atletico di Horn, si muove nella sua integrità. Tra i suoi capolavori The Great Timer (2017) realizzato per il Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch e Sisyphus/Trans/Form (2019) per la collezione Maramotti, a Reggio Emilia. <<INK è nato da un profondo e personale flusso emotivo- ha spiegato Papaioannou- diverso dai miei lavori precedenti. Cerco di capire la vita e di materializzare sul palcoscenico il mio sentire e le mie domande. E’ allora che incontro gli archetipi e i miti che visualizzano e raccontano temi universali>>. Carattere “ottimista” ma “melanconico”, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Atene, nei suoi spettacoli Papaioannou regala suggestioni poetiche di rara bellezza dove danza, pittura, iconografia e mitologia s’incontrano, supportate da un getto continuo di immagini.triennale.org

 

(Pubblicato in TuttoMilano-La Repubblica 15/02/2023)

 

 

 

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