Visavì 2025: la danza che unisce ciò che la storia ha diviso
Gorizia (Italia) e Nova Gorizia (Slovenia): due città con un unico cuore, Piazza Transalpina, dove passa un confine che le ha a lungo divise ma che oggi, invisibile, le unisce come simbolo di un’Europa ricca di contaminazioni culturali. Un cuore che batte al ritmo di danza per queste città che vis-à-vis, l’una di fronte all’altra, si guardano negli occhi e si sorridono. Poiché è proprio qui, nel centro dell’Europa, che dal 2020 si tiene un festival transfrontaliero unico al mondo, che “parla” una lingua universale, i cui spettacoli di danza contemporanea varcano con naturalezza i confini. Stiamo parlando di Visavi Gorizia Dance Festival (6-19 ottobre 2025), ideato da ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale in partnership con il Teatro Nazionale Sloveno SNG di Nova Gorica e con il supporto di Ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Gorizia e Fondazione CaRiGo. Visavi Gorizia Dance Festival e il suo direttore Artistico Walter Mramor si prefiggono di mostrare al mondo intero che un muro o un filo spinato, una frontiera, può trasformarsi in una piazza aperta e attraversabile. Al Festival, la frontiera storica tra le città gemelle lascia il posto ad uno spazio condiviso che diventa non solo un palcoscenico culturale, ma anche un modello di come potrebbe essere il mondo del futuro. L’assegnazione congiunta a Gorizia e Nova Gorica del titolo di Capitale Europea della Cultura 2025, GO!2025, rende particolarmente significativa l’edizione di quest’anno di Visavì Gorizia Dance Festival che offre un lungo e ricco programma, un viaggio nella contemporaneità internazionale più originale. Molte le prime assolute o nazionali per un totale di 20 spettacoli, 5 workshop, 4 eventi site specific, un evento unico ed un progetto itinerante in nove tappe. Compagnie e artisti di ogni nazionalità, provenienti da Italia, Slovenia, Cechia, Croazia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Israele, Lussemburgo, Serbia, nonché da Sud Africa, Madagascar e Burkina Faso.Di grande attualità i temi trattati: l’intelligenza artificiale, il rapporto con la Terra, la conoscenza di noi stessi, l’attualità della condizione umana, le relazioni con gli altri, l’incertezza del futuro, la condivisione e la ricerca della felicità. Qui, nel cuore dell’Europa, in una città ponte che guarda a occidente e a oriente, si svolge non semplicemente un festival di grande danza, ma soprattutto un progetto dalla portata universale: la visione di come potrebbe essere un mondo senza confini. Nell’ambito di GO! 2025 e della strategia di Nova Gorica-Gorizia di promuovere la costruzione di un’unica città aperta, si tiene contestualmente al Festival One Dance European (ODEC), un progetto internazionale ideato e coordinato da ArtistiAssociati ed SNG Nova Gorica, che si avvale della collaborazione e dell’esperienza di Aterballetto-Fondazione della Danza: nove performance firmate da alcuni dei più significativi coreografi contemporanei compongono un percorso a tappe che si snoda tra i due nuclei urbani, con creazioni brevi, destinate a occupare pochi metri quadri, proponendo per abitanti e visitatori un’esperienza inedita del territorio.Ne abbiamo parlato nella puntata a DiBuonMattino, tv2000, martedì 14 ottobre di cui potete vedere un estratto qui sotto mentre la puntata completa a questo link https://www.play2000.it/play/episode/23429?startAt=0&backToUrl=%2Fdetail%2F8).
Ha aperto le danze, all’SNG Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica, la giapponese Noism Company Niigata di Jo Kanamori, coreografo che ha studiato con Béjart che ha presentato, in prima nazionale The Song of Marebito, lavoro in cui si fondono danze di stampo occidentale e orientale, mitologia greca e leggende nipponiche. Ha chiuso la serata in Italia, al Kuturni Dom, Gorizia il dittico: Megastructure, un duo con Sarah Baltzinger e Isaiah Wilson i cui corpi si incastrano come tesseri di un puzzle e Pas de cheval di Andrea Costanzo Martini, in scena con Francesca Foscarini. Ispirata alla figura del cavallo, simbolo di grazia, forza e libertà, la performance esplora con ironia il parallelo tra l’animale e il danzatore-performers. Ha debuttato il 10 ottobre, all’SNG Teatro Nazionale, la nuova creazione di Virgilio Sieni Sulla leggerezza. Ispirato alle Lezioni Americane di Italo Calvino, e partendo da versi di Dante e Guido Cavalcanti, il nuovo lavoro di Sieni esplora la leggerezza. In seconda serata, al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Gorizia,si è tenuta la prima nazionale di Turning of Bones, recentissima creazione dell’anglo-bengalese Akram Khan per la compagnia tedesca di Stoccarda fondata dal canadese Eric Gauthier, la Gauthier Dance//Dance Company Theaterhaus Stuttgart concepita a Orsolina 28 (leggi mio articolo). Il titolo di questo lavoro, a firma di uno dei maggiori coreografi della nostra epoca, si riferisce al “rigiramento delle ossa”, rituale con cui i Malgasci onorano i loro morti. L’11 ottobre un salto “oltrefrontiera” ci ha riportato all’SNG Teatro Nazionale, Nova Gorica per lo spettacolo, in prima nazionale, di Trailer Park del coreografo tedesco Moritz Ostruschnjak per Tanzmainz, la compagnia del Teatro di stato di Mainz(Germania). Il lavoro si svolge in uno spazio a metà tra mondo analogo e digitale ed esplora gli effetti che la crescente digitalizzazione inevitabilmente ha sulle nostre vite. A Gorizia, in una storica palestra nel centro di Gorizia UGG (Unione Ginnastica Goriziana), si è tenuto in seconda serata, un evento esclusivo per la città che ha visto, per la prima volta, ArtistiAssociati collaborare con Antonio Marras Mio cuore, io sto soffrendo. Cosa posso fare per te? Un verso di una canzone di Rita Pavone dà il titolo a questo spettacolo site- specific ideato dall’eclettico stilista sardo che strappa, taglia e cuce, come fa per i suoi abiti, elementi disparati per creare innesti insoliti; una contaminazione tra moda e arti visive, teatro, cinema, musica e un pizzico di danza, interpretata da un gruppo di 29 attori e performer. Ultimi appuntamenti del Festival: al Teatro Comunale Giuseppe Verdi, Gorizia, Tell me about love è in scena oggi, un dittico interpretato dal Balletto del Teatro Nazionale Serbo costituito da Elegia di Enrico Morelli e Il Balcone dell’amore di Itzik Galili. Sarà una rara occasione per vedere l’ensemble di Novi Sad, fondato inizialmente come compagnia di balletto classico, ma che da diversi decenni affronta nuove sfide artistiche, come la coreografia di Morelli (che ha ricevuto il prestigioso “Premio Danza&Danza” per la Migliore Produzione Italiana nel 2023), e la forte fisicità, unita a immagini poetiche, che contraddistingue le coreografie di Galili. “Elegia è un lavoro più intimo rispetto a quello di Galili- ha detto Morelli-è un elogio della cura, una carezza per il pubblico su musica di Chopin>>. Anteprima il 17 ottobre, in seconda serata, di Brother to Brother, from Etna to Fuji del coreografo Catanese Roberto Zappalà (world première il 31/10 al Teatro Comunale di Modena). Un lavoro che vuole raccontare due società, quella giapponese e quella siciliana attraverso i due vulcani simboli di storia e immaginari: il Fuji e l’Etna. Il lavoro pone l’attenzione in maniera forte e vigorosa sul rapporto tra la performance dei danzatori della Compagnia Zappalà Danza e quella dei Munedaiko, musicisti consacrati alla pratica e valorizzazione del tamburo tradizionale giapponese “Taiko” (grande tamburo) dove la postura, il movimento e la concentrazione sono fondamentali. Così come i vulcani sono all’origine dell’attuale conformazione del pianeta, la percussione è all’origine dell’arte musicale e culturale creata dall’uomo, a partire dal ritmo del battito cardiaco. “Un lavoro tra silenzio e rumori- ha raccontato Zappalà – l’Etna è un po’ la mamma di tutti, il nostro caos non esiste in Giappone anche se dietro la loro dolcezza si trova molta irruenza”. A Jazmína Piktorová e Sabina Bočková spetta la chiusura del Festival con una replica del loro “piccolo mondo”, Microworlds al Kulturni Center Loize Bratuž, Gorizia. Completa il programma il percorso Visavì Academy Stage: quattro brevi performance di altrettanti giovani artisti provenienti da Italia, Slovenia e Tanzania (esiti del percorso di formazione BorGO Live Academy promosso da ArtistiAssociati e della piattaforma di danza contemporanea per autori e interpreti WhatWeAre promossa dall’Associazione Danza e Balletto) accoglieranno il pubblico in occasione degli spettacoli al Teatro Verdi di Gorizia (16 e 18 ottobre).